Crisi. Nasce la "Bastard & Poor" dalla parte dei lavoratori | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Crisi. Nasce la “Bastard & Poor” dalla parte dei lavoratori

Si fa un gran parlare della crisi economica e delle ormai famigerate agenzie di rating come la Standard & Poor. Da qui la geniale idea di alcuni lavoratori di creare una piattaforma online chiamata “Bastard and Poor” che permetterà ai lavoratori di dare un rating alla propria azienda, rimanendo rigorosamente anonimi. 

Fino a oggi abbiamo sentito parlare delle agenzie di rating come sorta di eminenze grigie che decidevano il destino di paesi facendo unicamente i propri interessi e condizionando la loro vita reale economica. Tutto ciò dà un senso di impotenza e frustrazione che rende difficile avere fiducia nel cambiamento, in quanto dà la sensazione che il destino del proprio Paese non sia completamente nelle nostre mani. Oggi però i lavoratori hanno uno strumento in più, si tratta del sito online Bastard and Poor, una piattaforma che consentirà ai lavoratori di dare un rating alla propria azienda rimanendo rigorosamente anonimi. Insomma una sorta di guida dei posti di lavoro, un pò un Trip Advisor e una agenzia di rating dei lavoratori sul lavoro. Un modo come un altro per ripagare con la stessa moneta coloro che sono considerati i principali responsabili o corresponsabili della crisi economica. Il sito sarà  presente anche su Facebook e Twitter, e sarà uno strumento per quelli che sono “stanchi che si parli di tutto, tranne che del lavoro che fanno, che sono costretti a fare o che non riescono a trovare. Che si facciano i conti su tutto, tranne che sul salario che gli finisce in tasca e sui profitti che i padroni continuano a fare sulla nostra pelle”. Insomma, un sito a misura di lavoratore progettato e pensato per “individuare e screditare i responsabili della nostra condizione di precarietà. Centinaia e migliaia di storie di precarietà si trasformano in un giudizio che le aziende pubbliche, private, le cooperative e le multinazionali saranno costrette ad ascoltare”.

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