Crisi? Non per loro. E' l'età dell'oro dei super-ricchiTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Crisi? Non per loro. E’ l’età dell’oro dei super-ricchi

Mentre la maggioranza della gente deve avere a che fare con migliaia di posti di lavoro persi, disoccupazione e povertà, un pugno di super-ricchi ha visto raddoppiare le proprie ricchezze. Crisi sì, ma per chi?

Quando vi raccontano che la lotta di classe altro non è che una polverosa vestigia del passato, probabilmente mentono sapendo di farlo. Non si potrebbe spiegare altrimenti l’approccio miope che il mainstream e una certa politica utilizzano per analizzare la situazione e la crisi economica che ha squassato la vita quotidiana di migliaia di persone. Dal 2008 a oggi infatti un pugno di super-ricchi ha visto aumentare esponenzialmente i propri profitti, aumentando di 226 miliardi di dollari la propria ricchezza solo nell’ultimo anno. Insomma, dati alla mano  (Wealth X and UBS Billionaire Census 2013) emerge in modo chiaro come la crisi finanziaria sia stata un incubo per molti, ma anche una manna dal cielo per pochi. Una sorta di lotta di classe al contrario, che però nessuno dal punto di vista politica ha dimostrato di essere in grado di riconoscere e fronteggiare. Le fortune combinate dei cosiddetti super ricchi attualmente sarebbero persino maggiori del prodotto interno lordo di qualsiasi paese all’infuori di Stati Uniti e Cina. Il patrimonio “comune” dei più ricchi del mondo avrebbe superato i 6.500 miliardi di dollari, quando nel 2009 erano “solo” 3100. Ma, udite udite, la parte maggiore di questo aumento vertiginoso di ricchezza riguarda il settore bancario recentemente aiutato dai governi (circa il 17% del totale). A guidare la classifica ovviamente gli Stati Uniti con circa 515 super miliardari, con una ricchezza complessiva che supera i 2000 miliardi di dollari. La Cina si piazza con distacco al secondo posto con 157 seguita dalla Germania con 148, dal Regno Unito con 135 e dalla Russia con 108. Dei 2170 miliardari in esame circa l’87% sono uomini, mentre i quattro “mega-miliardari”, che hanno ciascuno una rendita annuale di più di 50 miliardi di dollari, sono uomini “self-made”: Bill Gates, Carlos Slim, Warren Buffet e Amancio Ortega Gaona. Dal 2009 a oggi inoltre ci sono stati ben 810 nuovi miliardari, e si pensa che entro il 2020 arriveranno a quota 3900. Il rapporto ha presentato anche alcune sorprese, specialmente geografiche, con l’Asia che avanza sempre di più nell’accumulazione della ricchezza. L’unica zona dove i miliardari sono diminuiti è l’Europa, mentre l’America Latina è il luogo dove i miliardari sono aumentati di meno. Non solo, secondo molti ci sarebbe una relazione tra la grande espansione del numero dei super-ricchi e lo smantellamento dei servizi sociali in Usa, Europa e nel mondo. I veri miliardari sono personaggi che possiedono almeno quattro case, ciascuna delle quali costa qualcosa come 20 miliardi di dollari. Quasi tutti hanno poi mezzi di trasporto privati, uno o due jet, un super yacht e altri mezzi futuristici. Le città dive si trovano i più ricchi sono New York, con 96 miliardari, Hong Kong con 75, e Londra con 67.

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