Crisi. Oltre 200 milioni i disoccupati nel mondo. E' il fallimento di un intero sistema? | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Crisi. Oltre 200 milioni i disoccupati nel mondo. E’ il fallimento di un intero sistema?

Secondo un rapporto dell’Ilo sulle Tendenze globali dell’occupazione, il numero di disoccupati mondiale avrebbe superato i 200 milioni nel 2012. La crisi economica quindi è ancora nel vivo e i giovani senza lavoro in continuo aumento. 

LAVORO:ISTAT;UN GIOVANE SU 3 DISOCCUPATO,RECORD A 29,2%

“Il capitalismo in putrefazione ha bisogno per reggersi di mentire continuamente. La realtà lo accusa: dunque deve essere falsificata. La fabbrica della menzogna è diventata arte, tecnica, norma di vita.”
[Pietro Secchia]

La crisi economica ha messo in ginocchio l’Occidente e, a dispetto di fiumi di parole e di slogan di ottimismo a oltranza, non sembra che nel giro dei prossimi mesi si potrà vedere la luce in fondo al tunnel.  Dopo una pausa di due anni infatti, la disoccupazione mondiale è tornata ad aumentare nel 2012, e lo ha fatto in modo prepotente. Lo ha riferito l’Ilo nel Rapporto sulle Tendenze globali dell’occupazione, nel quale è stato previsto un ulteriore aumento della disoccupazione anche per quanto riguarda il 2013. Il numero di persone senza occupazione è intanto aumentato di 4,2 milioni, superando così la cifra di 197 milioni e portando il tasso di disoccupazione mondiale al 5,9%. I più colpiti sono comunque i giovani, intere generazioni che hanno visto portarsi vie le speranze di una vita serena. Nel mondo i giovani senza lavoro sono circa 74 milioni, e il rapporto ha evidenziato un tasso di disoccupazione per le persone tra i 15 e i 24 anni pari al 12,6%. A preoccupare i ricercatori dell’Ilo è in particolar modo il fatto che siano sempre di più i giovani che sperimentano una disoccupazione di lunga durata.  Nelle economie avanzate, circa il 35% e’ rimasto fuori dal mercato per almeno 6 mesi: aumentano quindi gli scoraggiati che abbandonano la ricerca, migliaia di ragazzi frustrati ed estenuati dalla precarietà e dallo sfruttamento che semplicemente decidono di voler dire basta a uno stillicidio per il quale la maggior parte dei governi mondiali non può o non vuole fare nulla. Così mentre i disoccupati aumentano, aumenta anche il malessere, e aumenta anche la percezione di un fallimento globale del capitalismo. Marx e il suo pensiero attendono silenti vicino al fiume che passi il cadavere del nemico, e non manca poi molto.

D.C.

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