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mercoledì , 26 luglio 2017
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Crisi. Redistribuzione, ora o mai più

Dopo la diffusione dei dati dell’Inps è emerso uno spaccato a dir poco terribile della società italiana. La povertà è in aumento e anche i fortunati che hanno un lavoro trovano crescenti difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

L’Italia è in crisi. Questo lo sapevamo tutti alla perfezione ma ora anche i dati dell’Inps confermano la situazione gravissima in cui versa il nostro Paese. Ci si trova di fronte a una povertà crescente che non riguarda più solamente i disoccupati, che sono comunque sempre di più, ma anche i lavoratori e i pensionati. Così a non farcela sono anche i lavoratori, che spesso e volentieri non ce la fanno comunque a far fronte alle spese familiari. Non solo, se non fosse per il sostegno quotidiano da parte degli anziani a figli e nipoti senza lavoro, saremmo già di fronte a un’emergenza sociale di proporzioni ben maggiori. Per questo se non ci sarà nel giro di poco tempo una sostanziale inversione di tendenza, il rischio è che tali problemi possano aggravarsi notevolmente. Da qui l’emergere di una parola d’ordine: “Redistribuzione”, che dovrebbe orientare le decisioni di economia e politica nell’immediato futuro. Inutile dire che la troika, Monti, e i governi europei sembrano invece aver imboccato la direzione opposta. E per quelli come Hollande in Francia che vogliono provare a fare qualcosa di diverso ecco il “bastone” del declassamento Moody’s. Insomma una vera e propria “dittatura” che impedisce l’elaborazione di un pensiero alternativo con ogni mezzo. Così i poveri diventeranno sempre più poveri, e i ricchi sempre più ricchi, una polarizzazione che renderà l’Europa assai più simile al Terzo Mondo che al Primo.

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