Crisi. Si emigra in Germania per fuggire dalla crisi, e Berlino se la ride | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Crisi. Si emigra in Germania per fuggire dalla crisi, e Berlino se la ride

Gli uffici di collocamento tedeschi hanno fatto registrare un significativo +6,5% di nuovi occupati provenienti dall’Europa Mediterranea (Spagna, Grecia, Portogallo, e Italia).

L’Euro c’è, almeno per ora, ma ci sarà tra qualche tempo? nel dubbio Berlino si sta già preparando ad accogliere un crescente flusso migratorio proveniente dai Paesi europei in crisi, ovvero quelli del sud, della fascia mediterranea composta da Portogallo, Spagna, Italia e Grecia. In tutte le grandi crisi del passato un gran numero di lavoratori ha sempre scelto di imbarcarsi per cercare fortuna all’estero. Chiaramente l’”America” del XXI secolo per i paesi mediterranei è rappresentata dalla Germania, paese che sa resistendo molto bene alla crisi economica al punto da invogliare migliaia di lavoratori a cercarvi fortuna.In Germania il fenomeno della migrazione di massa ha destato l’attenzione dell’Agenzia federale per il Lavoro, l’equivalente dei nostri centri per l’impiego (l’ex ufficio di collocamento). Secondo uno studio basato su dati aggiornati al maggio 2012, in circa dodici mesi il numero di cittadini  italiani, greci, spagnoli e portoghesi che lavorano in Germania sarebbe cresciuto del 6,5% (454.000 unità). Considerato che nello stesso periodo il mercato del lavoro tedesco è cresciuto solo dell 1,6% è subito facile capire le proporzioni del fenomeno. Nel dettaglio il numero degli italiani che lavorano in Germania è cresciuto del 4,2%, quello degli spagnoli dell’11,5%, quello dei greci del 9,8% e quello dei portoghesi del 5,9 %, un vero e proprio esodo che non accenna nemmeno a diminuire. Il paese più colpito da questo esodo di massa è senza dubbio la Spagna, paese che secondo Eurostat sta subendo una disoccupazione giovanile che ha rasentato il 52,7%, cifre analoghe alla situazione ellenica, dove il 52,8% degli under 25 non riesce a trovare un lavoro.  In Italia la disoccupazione giovanile è a livelli decisamente più bassi (anche se non meno preoccupanti): 36,2%, anche se vengono considerati occupati migliaia e migliaia di giovani che senza i soldi delle famiglie non riuscirebbero a sopravvivere. E la Germania? Berlino invece si frega le mani dal momento che secondo lo studio dell’agenzia del lavoro la Germania “potrebbe ricavare grossi benefici da questa crisi dei Paesi del Sud Europa”. Berlino cerca da anni di attirare forze lavoro qualificate in Germania e ora Angela Merkel lo ha anche pubblicamente ammesso dicendo un anno fa a Zapatero, a Madrid, che in Germania vi erano ben 100.000 posizioni aperte per ingegneri.

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