Crisi siriana, la via di PechinoTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Crisi siriana, la via di Pechino

Un “mediatore costruttivo”: così il Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito comunista cinese (PCC), ha descritto il 28 dicembre il ruolo (crescente in questi ultimi giorni, se si pensa all’arrivo il 23 dicembre scorso proprio nella capitale cinese del vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri siriano Walid al-Moallem) svolto da Pechino nel tentativo di trovare una soluzione politica alla crisi siriana, sull’onda delle importanti evoluzioni seguite sul terreno all’intervento diretto della Russia.

Un editoriale di poche righe, ma che contiene importanti affermazioni: su tutte, quella dell’attribuzione del ruolo di “grande potenza” alla Cina, cui segue il riconoscimento di altrettanto grandi “responsabilità”.

C’è poi un sostanziale allineamento politico alla posizione russa – il cui intervento “ha consolidato il potere di Assad” – in merito proprio alla posizione del leader siriano: la richiesta di sue dimissione come pre-requisito per l’avvio del negoziato equivale ad un “ostacolo alla lotta contro il terrorismo”. Un allineamento su un punto specifico che non è in contraddizione con la critica manifestata in precedenza sul ricorso all’intervento armato da parte di Washington (e alleati) e Mosca in Siria giudicato retaggio di una mentalità da guerra fredda e suscettibile di alimentare una sanguinosa guerra di procura.
La linea sulla quale si muove la diplomazia di Pechino è sempre quella della soluzione politica inclusiva, dell’avvio di un dialogo nazionale tra governo di Damasco e forze di opposizione. Ed è stata ribadita dal ministro degli Esteri Wang Yi durante l’incontro con il collega siriano: accordo su “tre principi generali”: via pacifica, ruolo attivo dell’Onu e dialogo senza interferenze esterne. 

I “Tre principi di persistenza” indicati nell’editoriale – continuare sulla strada della soluzione politica, decisione finale in capo al popolo siriano e ruolo di mediazione svolto dalle Nazioni Unite – e le proposte specifiche avanzate da Jia Xiudong (l’estensore dell’editoriale e ricercatore del China Institute of International Studies) di un piano di monitoraggio del cessate il fuoco condotto dal Consiglio di Sicurezza e di una successiva – ma l’opzione è da valutare – operazione di peace keeping, rientrano nel quadro di un impegno coerente le cui direttrici sono state chiare fin dall’inizio.

Fonte: | da cinaforum.net

Diego Angelo Bertozzi

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