Crisi. Sono nove milioni gli italiani in difficoltàTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Crisi. Sono nove milioni gli italiani in difficoltà

Crisi. Sono nove milioni gli italiani in difficoltà

La crisi continua ad avviluppare il Paese in una spirale recessiva. Secondo l’Ires-Cgil ci sarebbero ben nove milioni di italiani in difficoltà. Altri 4,57 milioni di persone si troverebbe nell’area della sofferenza occupazionale. 

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La crisi non molla. Secondo la Ires-Cgil sarebbero oltre nove milioni gli italiani in difficoltà. Nel quarto trimestre del 2012 secondo il presidente dell’Associazione Bruno Trentin, Fulvio Fammoni, l’area della sofferenza e quella del disagio occupazionale nel complesso ammonterebbe a 8 milioni e 750.000 persone in età da lavoro, circa il 10,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2011, con 818.000 persone in più in difficoltà.  Rispetto all’ultimo trimestre del 2007, secondo l’Ires basato su dati Istat, l’area è cresciuta di 2,8 milioni di persone con ben il 47,4% in più. Ma i dati non sono confortanti nemmeno per quanto riguarda la sofferenza occupazionale, ovvero i disoccupati, i cassa integrati e gli scoraggiati, con un aumento di 650.000 unità, circa il 16,6% in più, arrivando a quota 4 milioni e 570.000 persone. Rispetto al periodo precedente alla crisi, ovvero all’ultimo trimestre del 2007, c’è stato quindi un aumento di 1,9 milioni di persone.L’area del disagio (precari e part time involontario) pari nell’ultimo trimestre 2012 a 4 milioni e 175 mila unità è aumentata del 4,2% (+168.000 persone) e del 28,6% rispetto allo stesso trimestre del 2007 (+927.000 unità). Anche la disoccupazione giovanile, prevedibilmente, ha raggiunto ormai il 54,8%, questo significa che più di un giovane su due, in Italia, non ha accesso al lavoro. Ma non è finita qui, il tasso di disoccupazione in Italia secondo il rapporto non sarebbe in grado di misurare la dimensione reale della platea di chi vorrebbe accedere al mondo del lavoro. Le forze lavoro “potenziali” ovvero coloro che non cercano lavoro ma sono disponibili oppure lo cercano ma non sono immediatamente disponibili a lavorare hanno raggiunto nell’ultimo trimestre 2012 i 3 milioni 229.000 persone (il 12,5% in rapporto alla forza), “un primato europeo”, sottolinea la Cgil.

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