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lunedì , 23 ottobre 2017
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Crisi. Torna la corsa all’oro in Europa

Dal 2011 a oggi ogni mese le richieste dei privati per acquistare oro sono aumentate del 30%. In prima fila tra i compratori d’oro ci sono soprattutto le banche, la cui domanda di metallo prezioso è aumentata dal 2010 a oggi di oltre il 200%. E’ la spia di un qualcosa che non funziona nel sistema economico.

Il peggio della crisi è passato? Manco per idea. Questo almeno è quello che pensano sempre più persone che hanno deciso di prepararsi a qualsiasi evenienza, anche quelle peggiori. Per questo motivo sono sempre di più le persone convinte che il peggio debba ancora arrivare, e al fine di non farsi trovare impreparati costoro hanno deciso di investire i loro risparmi sul bene rifugio per antonomasia: l’oro. Si torna quindi ai romantici lingotti d’oro, quelli per intenderci che venivano rapinati nella banche del Far West, un ritorno all’oro fisico e non più virtuale. Secondo i dati del Confinvest, uno dei principali operatori italiani nella compravendita di oro fisico, il trend di acquisto dell’oro sarebbe impressionante. Negli ultimi dodici mesi infatti, le richieste da parte dei privati sono salite ogni mese di oltre il 30%, facendo registrare negli ultimi tempi una nuova, brusca, accelerazione. Ma sono soprattutto le banche i soggetti maggiormente interessati nell’acquisto d’oro, al punto che la domanda d’oro delle banche sarebbe salita del 200% negli ultimi due anni. Gli investitori in cerca d’oro vogliono soprattutto i classici lingotti, i pezzi più facile da rivendere una volta acquistati, e monete. Ma se in Italia la “corsa all’oro” è appena cominciata, in Spagna e in Grecia ormai accaparrarsi una certa quantità d’oro è diventato quasi lo sport nazionale. E dietro questo mondo dell’oro come bene rifugio sicuro e rassicurante si nasconde anche l’enorme business dei negozi “compro oro”. Basta farsi un breve giro per le strade del centro di Madrid per vedere decine di negozi con l’insegna “Compro Oro”, e quasi tutti hanno sempre al loro interno un discreto numero di avventori. Sono spesso persone disperate che vendono oggetti preziosi che poi i negozi fondono e trasformano in lingotti, spesso venduti magari in nero o senza controlli.  In Lombardia, nel cuore pulsante della Val Padana, sono già 7000 gli esercizi di questo tipo che hanno aperto i battenti. Tanto per far capire quanto il fenomeno sia serio la Banca d’Italia nel solo 2011 avrebbe aumentato di oltre il 26% le esportazioni verso la vicina Svizzera, grazie soprattutto all’aumento dei metalli preziosi che hanno varcato il confine. Attualmente l’oro vale poco meno di 1600 dollari all’oncia, ma secondo molti analisti del settore entro i prossimi 18 mesi la quota potrebbe alzarsi a 2500 dollari, per la gioia di tutti i prudenti investitori.

 

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