Crisi. Voci dall'Italia che soffre | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Crisi. Voci dall’Italia che soffre

Riceviamo e pubblichiamo uno sfogo inviatoci da un lettore per email. Noi del Tribuno crediamo in una società solidale, dove aiutare gli altri dovrebbe essere un dovere in primis delle istituzioni. L’Italia ormai ha preso una direzione, ahinoi, molto diversa…

CRO CORTEO NO GLOBAL DEL 1° MAGGIO (FOTO SUD FOTO)

Gentile Tribuno del Popolo, vi scrivo per segnalarvi il mio problema. Non ho nemmeno cercato di scrivere ai giornali più importanti, dal momento che non mi interessa ricevere uno spazio da giornali come “La Repubblica” o “La Stampa”, preferisco scrivere a voi, convinto che almeno abbiate sinceramente a cuore la sorte di chi, come me, sta andando incontro al darwinismo sociale imposto da Monti e soci. Ho 31 anni, non sono mai riuscito in tutta la mia vita a trovare un impiego stabile, nonostante abbia lasciato in giro centinaia di curriculum. Oggi sono quello che viene chiamato un “disilluso”, uno di quelli cioè che ha anche smesso di cercare lavoro. Sono laureato con 109 in Filosofia Moderna, direte voi che è giusto che io non trovi lavoro dal momento che ho scelto un corso di studi che non offriva granchè nemmeno dieci anni fa. Io però non ho grandi ambizioni, mi accontento di poco, mi sarei accontentato anche solo di trovare un impiego dignitoso per arrivare alla fine del mese, comprarmi le sigarette e qualcosa da bere nel weekend. Una famiglia? Non potrò mai averla, con 400 euro al mese è anche difficile trovare qualcuna che voglia mettere su famiglia. Una casa? e perchè dovrei indebitarmi, ammesso che mi concedano un mutuo (Non credo proprio) se non dispongo di nessuna sicurezza lavorativa?. Vivo con i miei, consapevole di essere fortunato che almeno loro portano a casa una pensione dignitosa. Non mi sento in colpa per la mia situazione ma devo convivere quotidianamente con una frustrazione che cresce, e toglie il respiro. Poi sento questi ministri come la Fornero che dicono che dobbiamo darci da fare. Io invece dico che questo è un darwinismo sociale vero e proprio, orientato a eliminare chi, come me e molti altri, non vuole piegarsi alle logiche clientelari, ingiuste e orientate unicamente al profitto di questa ingiusta società. A volte ho la sensazione che si voglia che la mia generazione si estingua, senza possibilità di riprodursi, forse per uccidere con noi le nostre idee. Solo per questo resisto.

A presto,

Fede

E noi vogliamo dire a Fede di non mollare. Il momento più scuro della notte è quello più vicino all’alba. Lottando ce la faremo. Il Tribuno

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