Crotone. Sommossa nel Cie dopo morte immigratoTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Crotone. Sommossa nel Cie dopo morte immigrato

Dramma a Crotone dove un marocchino di 31 anni è morto in circostanze non ancora chiarite mentre era trattenuto nel Centro di Identificazione e di espulsione “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto. Dopo la morte dell’uomo è scoppiata una violenta sommossa che ha danneggiato l’impianto.

Mustapha Anaki era un marocchino di 31 anni trattenuto nel Centro di identificazione e di espulsione “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto, vicino a Crotone. Era perchè Mustapha è morto in circostanze ancora non chiarite all’interno del Cie per un non meglio specificato malore. L’uomo si trovava nel Cie da un mese perchè immigrato irregolare in attesa di rimpatrio, ed era arrivato a Capo Rizzuto dopo un breve periodo detentivo nel carcere di Salerno. Era in Italia da sette anni senza permesso di soggiorno, e quindi da irregolare, condizione che non costituisce un reato penale ma solo amministrativo. Nonostante questo Mustapha Anaki era costretto a rimanere nel Cie, e da tempo in molti hanno denunciato le condizioni vergognose di questi istituti. Dopo la morte dell’uomo, avvenuta il 10 agosto, nel Cie è scoppiata una violenta protesta che ha portato, secondo quanto riferisce la prefettura, alla totale inagibilità del centro fino alla chiusura intorno a ferragosto.  Tutti i trattenuti del centro hanno quindi dovuto abbandonare il Sant’Anna, e la cosa paradossale è che non possiamo nemmeno chiamarli “reclusi”  ma “ospiti”, come li chiama il ministero dell’Interno. È un caso abbastanza singolare quello che è successo” spiegano dalla prefettura di Crotone, dove confermano che il 12 agosto c’è stata una rivolta, “a seguito della morte di un ospite per un malore“. Al momento dalla prefettura di Crotone hanno fatto sapere che il Cie è stato chiuso solo temporaneamente, ma a tempo “indeterminato” a causa dei danni. I trattenuti, presi dall’ira per la morte del loro amico, avrebbero letteralmente dato alle fiamme l’istituto.E non è la prima volta che si sono verificate rivolte nel Cie, già nel 2010 era stato chiuso e riaperto nel 2012, appena ristrutturato.Il centro sorge all’interno di un’ex area militare che comprende anche il Cara, il centro di accoglienza per richiedenti asilo, dove in questo momento sono ospitate 1700 persone, il doppio della capienza massima, in seguito ai trasferimenti da Lampedusa e da Reggio Calabria. Da anni diversi giornalisti indipendenti vorrebbero entrare all’interno del Cie per verificare le condizioni all’interno degli istituiti ma i Cie sono strutture difficilmente accessibili per la stampa a causa di motivi di ordine pubblico. Secondo alcune inchieste (Arcipelago Cie) però sembra che il Cie di Crotone sia stato gestito con un budget di soli 21 euro a persona. Un’ispezione diretta effettuata dal tribunale di Crotone alla fine dello scorso anno, ha rilevato “che gli immigrati sono stati trattenuti nel Cie in strutture al limite della decenza”, e ancora “costretti a dormire su materassi luridi privi di lenzuola con coperte altrettanto sporche“, “con lavabi e bagni alla turca luridi, asciugamani altrettanto sporchi” e “costretti a mangiare senza sedie né tavoli in quantità insufficienti“. 

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