Cuba. Al via la "rivoluzione" sul webTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Cuba. Al via la “rivoluzione” sul web

 Cuba sta cambiando ma non nel senso che si sta snaturando bensì nel senso che si sta ammodernando, mettendosi velocemente al passo con i tempi. Nel Paese verranno realizzati ben 35 punti wi-fi pubblici e il governo conta di estendere l’accesso a internet per tutta la popolazione entro il 2020, che finora era reso quasi impossibile a causa dell’embargo americano.

Cuba sta attraversando un importante periodo di cambiamento che in realtà è cominciato parallelamente al presunto disgelo con gli Stati Uniti e sta continuando ancora adesso. Raul Castro, che esercita il ruolo di presidente ormai da anni dopo che Fidel Castro si è fatto da parte per motivi di salute, ha chiarito senza mezzi termini che la natura comunista di Cuba non è in discussione, smentendo in questo tutte le affermazioni dei giornalisti occidentali che parlavano in modo troppo entusiastico della fine della Cuba socialista. Niente del genere, il governo cubano si è semplicemente reso conto di dover affrontare tutta una serie di riforme per rimanere al passo con i tempi, e in questo senso che gli Usa riconoscano di aver inserito ingiustamente Cuba nella lista dei paesi terroristi, o che decidano di togliere l’embargo che colpisce L’Avana da decenni sarebbe solo tanto di guadagnato per Cuba e i suoi cittadini.

Uno dei problemi maggiori a Cuba era quello dell’accesso a internet, con l’embargo che contribuiva a rendere altissimi i prezzi soprattutto per i cittadini comuni. In questo senso il governo in passato aveva realizzato alcuni internet cafè pubblici, ma a spaventare era principalmente il costo della connessione, talmente alto da rendere il web inaccessibile a molti cubani. Oggi L’Avana sembra aver compreso l’importanza di dotarsi di accessi web attingibili da tutti i cittadini, e in questo senso il governo ha annunciato l’intenzione di realizzare degli spazi Wi-Fi pubblici e soprattutto di dimezzare le tariffe di accesso, portandole da 4,50 dollari all’ora a 2. A dare l’annuncio ci ha pensato il capo della compagnia statale di telecomunicazioni Etecsa, Luis Manuel Diaz: “Si tratta di un primo passo verso una maggiore connessione al web“. I segnali Wi-Fi verranno poi trasmessi in ben 35 spazi pubblici, ognuno dei quali sarà in grado di gestire dai 50 ai 100 utenti. Attualmente solamente il 3,4% dei cubani ha un accesso sicuro alla rete, decisamente troppo poco, e infatti il governo ha assicurato che entro il 2020 tutti i cittadini potranno disporre di una connessione al web.

Quello che però non viene detto è che in passato a Cuba era proibitivo usare il web e telefonare anche a causa dell’embargo sulle telecomunicazioni da parte degli Stati Uniti. Infatti l’embargo per molto tempo non ha consentito alle compagnie telefoniche di costruire infrastrutture nell’isola, negando così a L‘Avana la possibilità di connettersi alla fibra ottica. Però l’opinione pubblica mondiale ha accusato sempre e solo il governo cubano di chiusura verso l’esterno, ignorando che per un piccolo paese come Cuba gestire l’accesso al web per tutti i cittadini subendo nel contempo l’embargo era semplicemente impossibile. E infatti non casualmente le cose stanno cambiando solo ora perchè tra i punti messi sul tavolo per l’accordo tra Usa e Cuba è stata messa proprio la revisione dell’embargo sulle telecomunicazioni. Smentendo i suoi detrattori dunque il governo cubano entro il 2020 promette di estendere a tutti i cittadini l’accesso al web, mostrando quindi plasticamente al mondo che era l’embargo a causare il disagio nell’isola e non la “chiusura” del governo, che anzi resiste da diversi decenni a sabotaggi di ogni genere da parte degli Stati Uniti.

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