Cuba. Al via la "rivoluzione" sul webTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Cuba. Al via la “rivoluzione” sul web

Cuba. Al via la “rivoluzione” sul web

 Cuba sta cambiando ma non nel senso che si sta snaturando bensì nel senso che si sta ammodernando, mettendosi velocemente al passo con i tempi. Nel Paese verranno realizzati ben 35 punti wi-fi pubblici e il governo conta di estendere l’accesso a internet per tutta la popolazione entro il 2020, che finora era reso quasi impossibile a causa dell’embargo americano.

Cuba sta attraversando un importante periodo di cambiamento che in realtà è cominciato parallelamente al presunto disgelo con gli Stati Uniti e sta continuando ancora adesso. Raul Castro, che esercita il ruolo di presidente ormai da anni dopo che Fidel Castro si è fatto da parte per motivi di salute, ha chiarito senza mezzi termini che la natura comunista di Cuba non è in discussione, smentendo in questo tutte le affermazioni dei giornalisti occidentali che parlavano in modo troppo entusiastico della fine della Cuba socialista. Niente del genere, il governo cubano si è semplicemente reso conto di dover affrontare tutta una serie di riforme per rimanere al passo con i tempi, e in questo senso che gli Usa riconoscano di aver inserito ingiustamente Cuba nella lista dei paesi terroristi, o che decidano di togliere l’embargo che colpisce L’Avana da decenni sarebbe solo tanto di guadagnato per Cuba e i suoi cittadini.

Uno dei problemi maggiori a Cuba era quello dell’accesso a internet, con l’embargo che contribuiva a rendere altissimi i prezzi soprattutto per i cittadini comuni. In questo senso il governo in passato aveva realizzato alcuni internet cafè pubblici, ma a spaventare era principalmente il costo della connessione, talmente alto da rendere il web inaccessibile a molti cubani. Oggi L’Avana sembra aver compreso l’importanza di dotarsi di accessi web attingibili da tutti i cittadini, e in questo senso il governo ha annunciato l’intenzione di realizzare degli spazi Wi-Fi pubblici e soprattutto di dimezzare le tariffe di accesso, portandole da 4,50 dollari all’ora a 2. A dare l’annuncio ci ha pensato il capo della compagnia statale di telecomunicazioni Etecsa, Luis Manuel Diaz: “Si tratta di un primo passo verso una maggiore connessione al web“. I segnali Wi-Fi verranno poi trasmessi in ben 35 spazi pubblici, ognuno dei quali sarà in grado di gestire dai 50 ai 100 utenti. Attualmente solamente il 3,4% dei cubani ha un accesso sicuro alla rete, decisamente troppo poco, e infatti il governo ha assicurato che entro il 2020 tutti i cittadini potranno disporre di una connessione al web.

Quello che però non viene detto è che in passato a Cuba era proibitivo usare il web e telefonare anche a causa dell’embargo sulle telecomunicazioni da parte degli Stati Uniti. Infatti l’embargo per molto tempo non ha consentito alle compagnie telefoniche di costruire infrastrutture nell’isola, negando così a L‘Avana la possibilità di connettersi alla fibra ottica. Però l’opinione pubblica mondiale ha accusato sempre e solo il governo cubano di chiusura verso l’esterno, ignorando che per un piccolo paese come Cuba gestire l’accesso al web per tutti i cittadini subendo nel contempo l’embargo era semplicemente impossibile. E infatti non casualmente le cose stanno cambiando solo ora perchè tra i punti messi sul tavolo per l’accordo tra Usa e Cuba è stata messa proprio la revisione dell’embargo sulle telecomunicazioni. Smentendo i suoi detrattori dunque il governo cubano entro il 2020 promette di estendere a tutti i cittadini l’accesso al web, mostrando quindi plasticamente al mondo che era l’embargo a causare il disagio nell’isola e non la “chiusura” del governo, che anzi resiste da diversi decenni a sabotaggi di ogni genere da parte degli Stati Uniti.

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