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venerdì , 28 luglio 2017
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Cuba. Al voto oltre otto milioni di cubani

Nell’indifferenza generale dalle 7,00 di questa mattina a Cuba sono state aperte le urne per le votazioni della seconda fase delle Elezioni Generali. Fughiamo un pò di pregiudizi sulla “democrazia”

cuba

A Cuba c’ è una turpe dittatura, questo raccontano i media di mezzo mondo, prigionieri di una logica da Guerra Fredda provinciale e miope, e soprattutto della loro ignoranza. Nell’isola caraibica infatti, le elezioni esistono, come confermato dal fatto che questa mattina presto sono state aperte le urne dei Collegi Elettorali per le votazioni della seconda fase delle Elezioni Generali di Cuba. Saranno più di otto milioni gli italiani convocati alle urne per scegliere, mediante voto libero, diretto e segreto, i delegati alle assemblee provinciali del Potere Popolare e i deputati del Parlamento.  I seggi elettorali in tutto il paese, sono stati dotati di bandiere, scudi, sondaggi, cabine di voto e illuminazione ed è stato attivato un sistema di comunicazione, per garantire l’esercizio del diritto costituzionale, secondo i dati della Commissione Elettorale Nazionale ( CEN). I seggi rimarranno aperti per undici ore,  per eleggere i 612 candidati al parlamento e i 269.000 delegati alle assemblee provinciali del Potere Popolare per un periodo di cinque anni. A differenza delle elezioni comunali di ottobre e novembre 2012, dove si poteva votareuno dei nominativi in lista, qui si può votare per tutti, da uno o più dei candidati.

Non è il partito a scegliere i candidati- Per capire però il funzionamento delle elezioni cubane, bisogna innanzitutto chiarire che ci si pone al di fuori dei parametri della cosiddetta democrazia pluripartitica, quella di casa nostra, che viene riconosciuta in tutto il mondo come l’unico modello “consentito” e quindi giusto. Qualsiasi sistema si presenti in modo differente di questo, diventa all’improvviso “dittatoriale” e quindi sbagliato, senza però essere nemmeno analizzato. I legislatori di Cuba ad esempio, hanno giudicato il pluripartitismo inutile per Cuba, in quanto basato su raggruppamenti creati solo e unicamente per lo scontro elettorale, e soprattutto incapace di separare gli interessi del Paese da una politica di dipendenza nei confronti degli Stati Uniti. Infatti la storia ha dimostrato che, nei primi 57 anni di Repubblica, tutti i partiti senza eccezioni sono tutti stati proni nei confronti degli interessi della Casa Bianca a Cuba. Da qui la Rivoluzione cubana che è stata una rivoluzione di popolo proprio contro quella stessa Repubblica corrotta che molti vorrebbero restaurare. Una delle conseguenze della Rivoluzione, che ha fatto finire questo sistema pluripartitico, è stata la creazione del Partito Comunista di Cuba come unica organizzazione politica, creato per fronteggiare in modo unito le pressioni esterne e non per una finalità elettorale.Può non piacere o no, soprattutto a quanti vedono al comunismo come al “male assoluto”, ma sulla base di questo principio, al contrario di quello che viene divulgato dai media, il Partito Comunista di Cuba non nomina i candidati, e non partecipa alle elezioni.

E quindi, come funzionano le elezioni a Cuba? Dal 1976 vige il principio che sono i cittadini, in assemblee di quartiere dette Assemblee di Candidatura, a proporre i loro candidati da eleggere nelle elezioni per le Assemblee Municipali (equivalenti ai nostri Consigli Comunali), mediante il semplice procedimento di richiesta verbale e di successivo voto a mano alzata. Quelli che ricevono più voti diventano candidati, senza ingerenze o pressioni da parte del partito Comunista Cubano. Le candidature formulate da queste Assemblee sono poi presentate alla propria Circoscrizione Elettorale, dove i probabili futuri Delegati al’Assemblea Municipale potranno essere eletti con voto diretto e segreto, da depositarsi nelle urne. Certo, in molti potrebbero dire che il Partito Comunista Cubano operi delle pressioni a monte sulla società civile, magari dissuadendo i cittadini cosiddetti “dissidenti” dal candidarsi, ma anche la democrazia occidentale e pluripartitica de facto impedisce a cittadini con determinate idee di essere inclusi nei partiti con possibilità di governo; per non parlare delle pressioni private, dei servizi segreti e dei poteri occulti. Il semplice fatto che i candidati, a Cuba, vengano eletti dai cittadini, e non nominati dai partiti, rappresenta un fattore in sè di democrazia, be diverso dalla lotta tra raggruppamenti politici che impongono i loro candidati. Fino al 1992 i Delegati alle Assemblee Provinciali (equivalenti ai nostri Consigli Regionali) e i Deputati all’Assemblea Nazionale (equivalente al nostro Parlamento) venivano nominati dai Delegati eletti nelle 169 Assemblee Municipali, che a loro volta erano stati eletti direttamente dal popolo. Ora, con l’entrata in vigore della Nuova Legge Elettorale, i cittadini non solo eleggono i Delegati all’Assemblea Municipale ma eleggono, sempre con voto diretto e segreto, anche i Delegati all’Assemblea Provinciale e i Deputati all’Assemblea Nazionale del Poder Popular (Parlamento). Inoltre, dato che non esistono diversi partiti politici, per le proposte di candidati alle Assemblee Provinciali e all’Assemblea Nazionale vige il principio che le liste sono presentate dalle Assemblee Municipali, elette direttamente dal popolo.

Nella Nuova Legge Elettorale in vigore, inoltre, le proposte di nomina per i Delegati provinciali e per i Deputati Nazionali, sono elaborate dalle organizzazioni di massa e studentesche, i cui rappresentanti costituiscono Commissioni di Candidature, presiedute da un membro dei sindacati. Tali Commissioni sono formate dalle seguenti associazioni: Associazione Nazionale Piccoli Agricoltori, i Comitati di Difesa della Rivoluzione, la Federazione Donne Cubane, la Federazione Studentesca Universitaria e la Federazione degli Studenti Medi. Quasi tutti gli otto milioni di votanti cubani appartengono alla stragrande maggioranza di queste associazioni, che sono poi quelle chiamate a compilare le liste di nominativi che dovranno poi essere approvate dall’Assemblea Municipale. Inoltre ogni candidato, per essere eletto, deve ottenere più del 50% dei voti. Tale formula elettorale garantirebbe che il Parlamento sarebbe formato da elementi che hanno per forza, previamente, ricevuto l’appoggio della popolazione. Democrazia quindi non solo nel voto, e quindi nella scelta che può fare ciascun cittadino, ma anche nella formazione delle candidature, aspetto questo negato nella democrazia partitica classica.

Altro aspetto non da sottovalutare è quello del denaro. Per la campagna elettorale i candidati non spendono assolutamente nulla, partecipano a incontri, conferenze e altri atti pubblici che avvengono tutti sempre con la partecipazione contemporanea di tutti gli aspiranti. Nei luoghi pubblici di maggior passaggio vengono allestite bacheche sulle quali sono affisse le foto dei candidati, i dati personali e una breve biografia. Per tutta la sua campagna elettorale qualsiasi candidato non spende quindi assolutamente nulla. Ma vediamo nel dettaglio i contenuti della legge elettorale cubana approvata nel 1992:

Il voto è libero, uguale, segreto e ciascun elettore ha diritto a un solo voto. Non esiste l’obbligo di recarsi alle urne. Chi non vota non subisce sanzioni di alcun tipo. Al compimento del sedicesimo anno di età ogni cittadino cubano con capacità legale viene iscritto nel Registro degli Elettori del Municipio dove ha stabilito il suo domicilio. I suoi diritti sono: eleggere e risultare eletto, votare nei referendum, essere iscritto nel Registro degli Elettori, verificare che il proprio nome appaia in tale Registro, presenziare agli scrutini, partecipare alle Assemblee di Nomina dei Candidati, presentare reclami secondo le procedure per far valere i propri diritti elettorali. Non possono esercitare il diritto di voto: gli incapaci mentali previa dichiarazione giudiziaria, coloro che sono sottoposti a privazione della libertà, coloro ai quali l’autorità giudiziaria ha sospeso il diritto di voto. Hanno diritto di essere eletti tutti i cubani, uomini o donne, che godono dei diritti politici e che siano residenti nel Paese da almeno 5 anni precedenti le elezioni. Non possono essere eletti i cittadini incapacitati a esercitare il diritto di voto. I Deputati all’Assemblea Nazionale e i Delegati all’Assemblea Provinciale vengono eletti ogni cinque anni. I Delegati all’Assemblea Municipale vengono eletti ogni due anni e mezzo. Cuba è suddivisa in circoscrizioni elettorali. Il numero di Deputati o di Delegati da eleggere è in rapporto al numero degli abitanti del Municipio o della Provincia. Ogni candidato può presentarsi unicamente nella circoscrizione della propria residenza. Le operazioni di voto si svolgono in una sola giornata, ininterrottamente dalle ore 7 alle ore 18. Scaduto il termine, immediatamente si aprono le urne e, al cospetto di chiunque voglia presenziare, si procede al conteggio delle schede e dei voti ottenuti. Chi viene eletto deputato non ha privilegi personali, né economici. Per il tempo in cui rimarrà in carica percepirà lo stesso salario che guadagnerebbe se fosse al proprio posto di lavoro.

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