Cuba. Bentornato RenèTribuno del Popolo
domenica , 17 dicembre 2017
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Cuba. Bentornato Renè

Finalmente a Cuba Renè Gonzàlez, uno dei famosi “cinque” incarcerati negli Stati Uniti per spionaggio. L’ex pilota cubano ha potuto finalmente raggiungere Cuba dove ha rinunciato alla cittadinanza statunitense potendo così ottenere di scontare il resto della condanna a casa sua. 

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Quella dei “cinque” è l’ennesima storia di sopraffazione, ingiustizia e oscuramento mediatico made in Usa. Si parla di cinque agenti cubani inviati dai servizi segreti cubani in Florida per tenere d’occhio gli anticastristi che, da tempo, organizzano attentati ai danni di Cuba. Alla fine i cinque sono stati arrestati negli Stati Uniti con l’accusa di spionaggio, ma finalmente, dopo anni, uno di loro è tornato a casa. Stiamo parlando di Renè Gonzàlez che, accogliendo le indicazioni del giudice americano che gli ha concesso la libertà condizionale, ha potuto raggiungere Cuba e da lì rinunciare alla cittadinanza statunitense, requisito che ora gli permetterà di scontare il resto della pena proprio a Cuba. Gonzàlez era stato arrestato nel 1998 assieme ad altri quattro connazionali e colleghi, Gerardo Hernàndez, Ramòn Labanino, Fernando Gonzàlez e Antonio Guerrero, tutti accusati dall’Fbi americano di far parte della rete di spionaggio “Avispa”, che dalla Florida inviava periodicamente a L’Avana informazioni ritenute riservate dalle autorità Usa. SI trattò di un arbitrio terrificante commesso ai danni di cinque uomini che erano stati mandati in Usa proprio per impedire azioni terroristiche ai danni di Cuba. Peraltro l’arresto avvenne al culmine della crisi scaturita dalle incursioni aeree e il conseguente abbattimento dei piloti di Hernanos al Rescate  he volavano sopra lo spazio aereo cubano per diffondere propaganda anti-castrista. Ora Gonàlez ha concesso un’intervista all’americana Bbc nella quale ha spiegato quello che ha cercato di spiegare ai giudici del suo processo, e ovvero l’irrilevanza strategica che lui e i suoi compagni inviavano a Cuba dalla Florida. In particolare, ha insistito sull’inquità del trattamento carcerario riservato a Gerardo Hernández, l’unico dei Cuban Five (come sono conosciuti negli Usa) ad essere stato condannato all’ergastolo e costretto a trascorrere lunghi periodi di isolamento, privo di ogni contatto con l’esterno, includendo le visite famigliari. Secondo Hernández, considerato il capo dei cinque e condannato all’ergastolo, il compito dei Cuban Five non era quello di mettere in pericolo la sicurezza Usa, ma solamente di vigilare sulle attività degli anticastristi della Florida. ”Non abbiamo mai avuto nulla a che vedere con la sorte dei piloti di Hermanos al Rescate ed infatti non esiste nessuna prova che ci possa accusare” ha insistito González, sempre nel corso dell’intervista alla BBC. “Le condanne che ci sono state comminate sono irrazionali e sono state il frutto di un accordo tra gli anticastristi di Miami e l’FBI”.

Intanto, se tutte le cose andranno come devono, nel mese di febbraio del prossimo anno verrà scarcerato anche Fernando Gonzàlez, un altro dei cinque, mentre per Guerrero bisognerà attendere il 2017. Labanino invece potrà tornare a casa solo tra undici anni, nel 2024. Rimarrà in carcere Gerardo Hernàndez, e per questo decine e decine di intellettuali e volti noti stanno continuando una mobilitazione interminabile. Nel 2009 venne presentata al presidente Obama un’istanza di revisione del processo per provare a distendere i rapporti tra Stati Uniti e Cuba, ma la Corte Suprema di Giustizia la rifiutò.

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