Cuba. Con John Kerry finalmente un'apertura verso L'Avana? | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Cuba. Con John Kerry finalmente un’apertura verso L’Avana?

Con la nomina di John Kerry come segretario di Stato americano cambierà qualcosa nei rapporti con Cuba? 

A2REAC

Dopo che a Washington John Kerry è stato nominato come Segretario di Stato alla Casa Bianca, tornano sul tavolo delle discussioni i rapporti tra L’Avana e Washington, che forse potrebbero finalmente andare incontro a una svolta positiva. Allo stesso tempo però c’è stata anche la nomina dell’ex senatore repubblicano Check Hagel come segretario della Difesa, ed entrambi in passato hanno preso parte all’aggressione contro il Vietnam. Gli osservatori hanno più volte messo in discussione l’atteggiamento di chiusura degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, e stimano che siano poche le possibilità che la Casa Bianca cambi registro. Kerry però è stato candidato alla presidenza per i democratici nel 2004 e, secondo Jordi Zamora, giornalista di El Nuevo Herald, avrebbe chiesto da anni un cambiamento nella politica nei confronti di Cuba, che ha considerato da sempre sbagliata. Kerry nel 1999 aveva pubblicato un articolo nel quale aveva spiegato che gli Stati Uniti hanno normalizzato le loro relazioni con il Vietnam nel 1995, e, dopo la fine della Guerra Fredda, non ci sarebbe più alcun motivo valido di continuare una politica ostile che, negli ultimi cinquant’anni, ha fallito clamorosamente nei confronti di Cuba. Lo stesso Kerry circa due anni fa in Senato aveva chiesto di erogare più fondi per un corso di laurea volto a sostenere la democrazia a Cuba. Ma sono ancora molto forti negli Stati Uniti, le spinte che invece vanno contro una distensione nei confronti di Cuba. Il democratico Robert Menendez ad esempio, che è uno dei principali fautori della crociata contro Cuba, assieme al senatore repubblicano Marco Rubio, smascherato dal Washington Post per aver raccontato colossali balle sulla storia della sua famiglia a Cuba. Rubio infatti aveva raccontato la storia secondo cui i suoi progenitori furono forzati a lasciare Cuba da Fidel Castro per rifugiarsi a Miami. Il Washington Post ha poi dimostrato che le storie da lui raccontate erano tutti veri e propri falsi perchè i suoi genitori lasciarono L’Avana nel 1956, tre anni prima della Rivoluzione castrista. Anche Chuck Hagel, nominato tempo addietro dal Pentagono, aveva fatto preoccupare gli ultras anticubani parlando di una politica nei confronti di Cuba come “irrealista e irrilevante”. In realtà però qualsiasi cambio di approccio nei confronti di Cuba sembra irrealizzabile a causa delle pressioni da parte statunitense, che prendono a pretesto la detenzione di Alan Gross nelle carceri dell’isola. L’unica cosa certa è che Barack Obama volendo potrebbe realmente porre fine alla tensione tra i due paesi, ancor più che L’Avana si è sempre detta disponibile a discutere del caso Gross con la Casa Bianca per improntare i rapporti tra i due paesi a rispetto reciproco.

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