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domenica , 23 luglio 2017
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Cuba. Cosa cambia dopo le riforme di Raul Castro

Dopo che la settimana scorsa Cuba ha annunciato la simbolica liberalizzazione sull’immigrazione, il processo di riforme cominciato da Raul Castro entra nel vivo. Vediamo tutto il pacchetto del fratello del Lider Maximo, che nel frattempo era stato dato per l’ennesima volta per morto.

Yoani Sanchez e i giornalisti che davano per certa o per probabile la morte di Fidel Castro saranno rimasti delusi ieri, quando sono circolate le foto del Lider Maximo, ormai 85enne, in un hotel di L’Avana. Fidel Castro dunque è vivo, e con tutta probabilità potrà anche assistere ai repentini cambiamenti che interesseranno la piccola isola caraibica nei mesi a venire. Raul Castro infatti, al potere dal 2008 ,ha lanciato martedì scorso la riforma più simbolica di tutte, quella sull’immigrazione. Con l’eliminazione dei permessi di uscita e la richiesta delle lettere di invito, i cubani potranno lasciare più facilmente l’isola, e si tratta di una legge che entrerà in vigore a partire dal prossimo 14 gennaio. In realtà però le riforme proposte dal fratello del Lider Maximo sono un vero e proprio pacchetto che è stato pensato per ammodernare l’economia dell’isola ancora organizzata sulla falsariga  del vecchio modello sovietico. Vediamole tutte schematicamente:

-Autorizzazione a soggiornare  all’estero per i cubani per un massimo di 24 mesi (in precedenza 11), senza dovere più pagare onerose proroghe mensili.

-Come parte della riorganizzazione dell’apparato statale, estinzione di alcuni enti, come il potente ministero dello Zucchero e il ministero dell’Industria Leggera e Siderurgica; scissione del ministero dell’Industria di Base () in due nuovi dicasteri, il ministero dell’Energia e il ministero dell’Industria.

-Trasferimento di alcune delle funzioni dell’istituto degli Alloggi al ministero delle Infrastrutture.

-Autorizzazione per la prima volta in quasi mezzo secolo alla compravendita di case e automobili.

-In quasi cinque anni eliminazione di circa un milione di posti di lavoro statali e ampliamento del settore privato.

-Decentralizzazione del settore agricolo: i produttori decidono cosa coltivare e possono vendere liberamente parte del raccolto.

-Introduzione nell’amministrazione pubblica un sistema di pagamento per risultati ed eliminazione  di tetti salariali.

-Liberalizzazione la vendita di elettronica, informatica, tecnologia ed elettrodomestici.

-Permesso ai cubani di alloggiare negli alberghi dell’isola. Non ne avevano accesso dal 1990.

-Implementazione di una nuova legge di sicurezza sociale che estende di cinque anni l’attività lavorativa dei cubani e li obbliga a pagare le tasse per finanziare le pensioni.

-Sostituzione del team economico ereditato dal fratello Fidel con suoi uomini fidati, in prevalenza militari.

-Rilascio di nuove licenze per i tassisti privati, proibite dal 1999, e apertura al noleggio di taxi e autobus e all’affitto di negozi di barbiere e parrucchiere.

-Semplificazione delle norme in materia di costruzione di alloggi e vendita di materiale edile.

-Riduzione drastica del bilancio e delle importazioni per far fronte alla grave carenza di liquidità causata in parte dalla crisi globale e dai danni provocati dagli uragani negli ultimi anni.

-Eliminazione di servizi gratuiti e sussidi ritenuti non indispensabili, ad eccezione di sanità, istruzione e sicurezza sociale.

-Espansione da 50 a 99 anni dei diritti di usufrutto delle terre per i progetti turistici, con l’obiettivo di attirare gli investimenti stranieri.

-Annuncio della creazione di 400.000 posti di lavoro attraverso cooperative e altre formule.

-Concessione ai piccoli imprenditori di assumere personalmente i propri dipendenti.

Insomma se  non è una Rivoluzione poco ci manca, anche se si tratta, appunto, di ammodernamenti e non di un brusco ritorno al passato pre-rivoluzionario. Le conquiste della Rivoluzione, che sono appunto istruzione, sanità e spesa sociale, verranno mantenute a tutti i costi creando quindi una sorta di idealistico ponte tra le vecchie e le nuove generazioni

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