Cuba dice "no" all'estradizione di Assata ShakurTribuno del Popolo
sabato , 16 dicembre 2017
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Cuba dice “no” all’estradizione di Assata Shakur

Nonostante le aperture di Obama e il cosiddetto “disgelo” L’Avana ha fatto sapere che non concederà l’estradizione negli Stati Uniti per Assata Shakur, ex membro del Black Panther Party and Black Liberation Army, la prima donna messa dall’Fbi nella lista dei “most-wanted”. La sua estradizione era stata suggerita come condizione per la normalizzazione dei rapporti con Cuba da parte del governatore repubblicano del New Jersey Chris Christie. 

A seguito del cosiddetto “disgelo” inaugurato dallo storico discorso di Obama che ha aperto a una nuova era nelle relazioni tra i due paesi e alla possibilità di rimuovere l’embargo (dipenderà dal Congresso e non è scontato) si è cominciato a parlare di tutta una serie di temi caldi, non ultimo quello dell’estradizione di personaggi rifugiati a Cuba e che gli Stati Uniti vorrebbero ovviamente far ritornare in America per incarcerarli. Importante in questo senso è stato lo scambio di prigionieri tra Washington e L’Avana con la prima che ha liberato gli ultimi tre dei “Los Cinco” e L’Avana che ha liberato Gross, contractor americano arrestato a L’Avana. In molti quindi hanno pensato che fosse finalmente il tempo per mettere le mani su Assata Shakur, la prima donna a essere messa nella lista dei più ricercati al mondo da parte dell’Fbi. La Shakur era un membro del Black Panther Patry e della Black Liberation. Il suo vero nome è in realtà Joanne Chesimard ed è stata processata e detenuta per aver ucciso un agente di polizia dello Stato del New Jersey, Warner Foerster, durante una sparatoria nel 1973. Sempre nello scontro a fuoco un membro dei BLA venne ucciso mentre la Shakur e un secondo agente di polizia rimasero feriti. Ci vollero ben tre processi prima di arrivare a un verdetto. Nonostante alcune incongruenze nelle testimonianze e alcune perizie che dimostravano come la Shakur non avrebbe potuto sparare essendo già stata ferita alle mani nel corso della sparatoria, venne comunque condannata nel 1977 all’ergastolo. Due anni dopo però Assata Shakur è riuscita a fuggire e ha fatto perdere le sue tracce finendo a Cuba dove il governo di Fidel Castro le concesse asilo come rifugiata politica. La decisione sarebbe stata presa anche alla luce di altri processi subiti dalla donna in America tra il 1973 e il 1977, tutti finiti con l’assoluzione. Peccato che per la legge americana Assata Shakur resti un pericoloso criminale meritando un posto nella Top List dell’Fbi con una taglia di 2 milioni dollari e con il governatore repubblicano Christie che ha chiesto che la sua estradizione venga posta come condizione per normalizzare i legami con Cuba. Chris Christie a questo proposito ha scritto una lettera al presidente Obama chiedendo proprio l’estradizione della Shakur ma L’Avana non sembra avere la minima intenzione di negoziare sulla proposta di Christie nè sulla posizione di qualsiasi persona che ha ottenuto il diritto di asilo a Cuba dichiarando il diritto a essere uno stato sovrano. Inoltre anche nel caso degli Stati Uniti sarebbero diversi i personaggi accusati di terrorismo, assassinio e rapimento cui il governo americano ha deciso di concedere il diritto di asilo.

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