Cuba. Dopo le aperture, il governo rilancia la "Revoluciòn"Tribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Cuba. Dopo le aperture, il governo rilancia la “Revoluciòn”

Dopo un periodo di aperture da parte del governo di Raùl Castro Ruz a Cuba, è arrivato il momento del rilancio della “Revoluciòn” proprio in corrispondenza coi festeggiamenti del 55esimo anniversario della vittoria di Fidel Castro e Che Guevara.

In molti sono rimasti sbalorditi nel vedere le aperture ordinate da Raùl Castro a Cuba, dal permesso ai cittadini cubani di poter viaggiare all’estero senza permesso fino alla possibilità di poter aprire piccole attività private e di poter liberamente vendere immobili. Chi di Cuba sa poco o nulla ha visto in queste aperture un chiaro segno di debolezza da parte di L’Avana, quando invece si è trattato da parte del governo di accettare la sfida del XXI secolo e di attualizzare quelli che sono i valori morali e umani che portarono nel 1959 alla straordinaria rivoluzione contro l’allora dittatore Fulgencio Batista. Nonostante tutte queste aperture però, gli Stati Uniti non hanno mai smesso di continuare a boicottare e destabilizzare il governo cubano, basti vedere il blocco con il quale continuano a soffocarne l’economia, un blocco considerato immorale ormai da tutto il mondo tranne Washington e Israele. Nell’anno del 55esimo anniversario della Rivoluzione però, Raùl Castro ha deciso di ribadire che Cuba risponderà alle aggressioni esterne, e l’allusione agli Stati Uniti è palese dal momento che sono proprio gli Stati Uniti ad aver risposto alle aperture ipotizzate da Castro il 21 dicembre ponendo come assurda pregiudiziale per l’avvio del dialogo il rispetto dei diritti umani a Cuba, gli stessi diritti umani che sono lettera morta anche in Usa e in molti paesi che degli Usa hanno scelto di essere alleati. Per la prima volta da tempo Raùl Castro ha parlato apertamente di una nuova destabilizzazione ideologica in atto da parte degli Stati Uniti tendente ad avviare  una campagna di sovvertimento ideologico in favore di spinte neoliberiste e per la restaurazione del capitalismo”. Insomma va bene tutto, ma ricevere ammonimenti e esortazioni nel campo dei diritti umani e delle libertà politiche sembra troppo dal momento che proprio Fulgencio Batista, che dei diritti umani si faceva beffe, era invece un saldo e caro alleato della Casa Bianca. Insomma si mettano il cuore in pace coloro che pensavano che Raul Castro volesse abbandonare la strada della Rivoluzione, al contrario, proprio Raùl ha sottolineato come l’isola intende contare a poggiare le sue basi sui solidi pilastri del socialismo rivoluzionario. 

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