Cuba è la prima esportatrice di mediciTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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Cuba è la prima esportatrice di medici

Cuba esporta medici, il principale “prodotto” di esportazione che permette a L’Avana di coltivare le relazioni internazionali con paesi di tutto il mondo.

C’è chi esporta petrolio, c’è chi esporta risorse naturali, e anche chi esporta armi. Cuba non appartiene a nessuna di queste tre categorie dal momento che ha scelto un paradigma di crescita ben diverso. L’Avana da tempo esporta un “prodotto” del tutto particolare, stiamo parlando dei medici, sfornati da Cuba a spron battuto e spesso e volentieri messi a disposizione dei paesi stranieri. Ne sa qualcosa il Venezuela, dove Cuba ha inviato migliaia di medici in cambio di risorse naturali ed energia elettrica, o ne sanno qualcosa in Africa, dove molti medici cubani lavorano per motivi umanitari, rappresentando spesso l’unico presidio a disposizione della popolazione locale. La scorsa settimana, per bocca del suo ministro degli Esteri Antonio Patriota, il Brasile è stato l’ultimo di una lunga lista di nazioni ad annunciare piani per ricevere un alto numero di dottori cubani, ben 6.000, sopperendo così alla scarsa assistenza medica in alcune zone del suo territorio, soprattutto nella regione amazzonica. Attualmente in Venezuela si trovano qualcosa come 30.000 operatori sanitari cubani, e il progetto brasiliano ha subito generato diverse critiche da parte della società locale. Da tempo Cuba utilizza i le “esportazioni” di medici come strumento anche di politica estera fin dagli anni Sessanta, ma negli ultimi anni tale pratica si è diffusa in modo capillare proprio tra Africa e Sudamerica. Secondo uno studio dell’università canadese Nuova Scozia, nel 2011 erano 38.000 gli operatori sanitari sparsi in 66 paesi del mondo, come ad esempio Sudafrica e Pakistan. Inoltre, anche se dal 2010 il numero dei paesi che li accolgono è diminuito, il numero di questi professionisti all’estero è aumentato.Grazie ad accordi bilaterali, continua lo studio, Cuba ha conseguito benefici in denaro e sostegno in infrastrutture, come nel caso dell’Honduras dopo l’uragano Mitch nel 1998. In molti hanno sollevato il problema delle qualifiche di questi medici, suggerendo che non darebbero le necessarie garanzie sulla loro preparazione, ma i medici cubani operano da anni in tutto il mondo e hanno salvato migliaia di vite essendo peraltro abituati a operare con una grande scarsità di mezzi a disposizione. Inoltre questo genere di politica estera consente a L’Avana di coltivare amicizie in giro per il mondo, potendo poi ottenere favori quando necessario.

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