Cuba. Embargo continua, Usa e Israele soli contro il mondoTribuno del Popolo
mercoledì , 25 gennaio 2017
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Cuba. Embargo continua, Usa e Israele soli contro il mondo

Per la ventiquattresima volta consecutiva l’Assemblea Generale dell’ Onu ha approvato la mozione che chiede la revoca immediata dell’ingiusto embargo economico da parte degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. E per l’ennesima volta la risoluzione è passata con 191 voti favorevoli e solo Usa e Israele contrari, al punto da far pensare che uno dei motivi a spingerli a dire “no” sia il vero e proprio fanatismo. 

In tanti nei mesi scorsi avevano parlato di storica apertura da parte di Obama nei confronti di Cuba quando non di fine di un’era, ma non ci voleva poi tanto a capire che si trattava perlomeno di frasi troppo affrettate. Tutti sapevano già perfettamente, e da molto tempo, che Cuba non è mai stato un paese pericoloso per la pace globale e che non ha mai finanziato il terrorismo globale, eppure per anni e anni la questione dell’embargo cubano, almeno fin quando c’era ancora la Guerra Fredda, non è mai stata nemmeno presa in considerazione. Oggi è il mondo stesso a riconoscere l’ingiustizia e l’insensatezza di un embargo che viene ormai mantenuto solo più per fanatismo in quanto non sussiste alcun motivo per continuare a boicottare l’economia socialista dell’isola. Peraltro Cuba ha dimostrato in tutte le occasioni di fare molto per la pace mondiale, basti pensare al contributo gratuito e incredibile che danno i suoi medici nel Terzo Mondo, vedi la lotta all’Ebola, ma questo evidentemente non è bastato a far cambiare idea ai pasdaran americani.

Per la ventiquattresima volta consecutiva però il mondo li incalza in quanto l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato una mozione che chiede la revoca dell’embargo americano nei confronti di Cuba. La risoluzione è ovviamente non vincolante ma ben 191 paesi hanno votato in modo favorevole, lasciando solamente Israele e Stati Uniti a votare “no” di fronte alla storia. Nessuno si era illuso di un risultato differente se non gli ingenui, eppure in tanti avevano voluto se non altro lasciare uno spiraglio aperto a una possibile sorpresa dopo il presunto disgelo degli ultimi mesi. In barba ai costi umani devastanti imposti a Cuba da parte dell’embargo, Washington continua la sua politica di strangolamento nei confronti dell’isola che ha osato decidere un proprio modello di sviluppo per tutelare i propri interessi e non quelli americani. Forse è tutta qui la spiegazione del “no” da parte americana, la volontà di punire il nemico che ha osato “accecare il mostro” attirando simpatie in tutto il mondo, un pò un “Davide contro Golia”, con Davide che alla luce della storia è riuscito ancora una volta a prevalere dato che sulla bilancia della storia la ragione pende sicuramente dalla parte di L’Avana.

Non a caso il ministro degli esteri cubano Bruno Rodriguez Parrillia ha ricordato come (fonte Euronews):  “I costi umani che le sanzioni hanno causato sono inestimabili . Il settantasette per cento dei cubani ha sofferto per l’embargo dal giorno in cui è nato”. Addirittura tra il grottesco e il farsesco la risposta da parte americana, affidata al vice ambasciatore statunitense all’Onu, Ronald Goddard, il quale, risentito, ha pensato bene di dire: “Ci dispiace però che il governo di Cuba abbia scelto di procedere comunque con la sua risoluzione annuale. Il testo non riflette i passi significativi che sono stati fatti e lo spirito dell’impegno che il Presidente Obama ha promosso”. 

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Insomma gli Usa sono ormai soli contro il mondo, con solo Israele che, misteriosamente, continua a votare “no” alle risoluzioni, forse semplicemente per non spazientire il potente alleato. La cosa incredibile però è che gli Stati Uniti, responsabili di questo embargo anacronistico e disumano, si permettano poi di continuare a dare indicazioni con autorevolezza di etica e comportamento a livello globale, basti pensare l’atteggiamento tenuto nei confronti della Russia sulla questione “Ucraina”. Così a dispetto di retorica e di pubblicità varie il Congresso americano continua a opporsi alla revoca dell’embargo senza che il mondo cambi però idea sul conto degli Stati Uniti, ormai un paese in ostaggio dei propri interessi di parte, vedi i favori da concedere all’elettorato dei migranti cubani, la cui lobby è ovviamente ben rappresentata in seno a entrambi gli schieramenti.

Quando mai qualcuno chiamerà in causa proprio gli Stati Uniti per le sofferenze fatte patire a un paese che non ha mai invaso nessuno e che ha, come unica colpa, quella di aver deciso un percorso di sviluppo alternativo e autonomo? Nel corso dei decenni gli Usa hanno invaso Cuba (Baia dei Porci), hanno realizzato campagne stampa di tutti i tipi contro L’Avana, hanno fomentato o chiuso gli occhi circa gli attentati perpetrati dagli esuli cubani in Florida contro Fidel Castro e il governo cubano e, come ammesso dallo stesso Castro in una delle sue tante interviste, hanno anche cercato più volte di fare assassinare il Lider Maximo. Tutto questo forse lo si poteva se non perdonare perlomeno comprendere ai tempi della Guerra Fredda, ma ora che l’Urss non c’è più, di cosa hanno paura gli Stati Uniti? Forse che i suoi cittadini privi di assistenza sanitaria e con istruzione pubblica scadente si accorgano che Cuba forse non è quell’inferno comunista di cui parlavano i media americani?

@Dc

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