Cuba. Fiorisce il mercato immobiliareTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Cuba. Fiorisce il mercato immobiliare

Nonostante le sterili critiche di personaggi controversi come Yoani Sanchez, il governo cubano ha riattivato il mercato immobiliare, e le cose sembrano andare piuttosto bene.

C’è chi dice tutto e il contrario di tutto, sarebbe disponibile ad andare in prima fila per protestare contro la mancata apertura del mercato immobiliare a Cuba, per poi lamentarsi dopo che viene liberalizzato perchè sarebbe solo “una finta”. Sono i dissidenti alla Yoani Sanchez, quelli che trovano sempre ampio riscontro in tutti i media mondiali perchè si sa, se vai contro la Rivoluzione a Miami sono pronti a costruirti ponti d’oro e a farti bonifici a nove zeri, figuriamoci se sei anche cubano!

Qualcosa comunque a Cuba sta cambiando, il governo di Raul Castro ha voluto riallinearsi ai tempi e ha lanciato una serie di liberalizzazioni che però, si mettano il cuore in pace dissidenti e iettatori, non sono affatto un’abiura della Rivoluzione, anzi. Il governo cubano ha persino permesso ai suoi cittadini di poter viaggiare liberamente, ma come mai Yoani Sanchez non dice nulla sugli Stati Uniti che continuano a impedire ai loro cittadini di visitare Cuba, e sull’embargo ritenuto ingiusto dalle stesse Nazioni Unite?

A Cuba però le cose stanno cambiando, lo dimostra il fatto che ora sarà possibile anche comprare casa legalmente. Lo si può fare dal 2011, quando Raul Castro ha fatto approvare un emendamento di legge che permette la compravendita di immobili, che prima era possibile solo con una sorta di permuta tra alloggi di valore simile. E’ rinato quindi un mercato immobiliare, e fa abbastanza sorridere leggere che ci sono analisti che si lamentano dell’assenza di un sistema creditizio che permetta di indebitarsi con un mutuo. In realtà è proprio un punto di forza di Cuba che le banche siano nazionalizzate, e questo impedisce che migliaia di persone si indebitino per comprare alloggi come invece accade negli Stati Uniti, dove nessuno garantisce a ciascun cittadino dei servizi minimi tra cui rientra, almeno a Cuba, il diritto alla casa. Così analisti e giornalisti continuano a giudicare il sistema Cuba sulla base dei nostri parametri, e non ci stupiamo che boccino l’isola caraibica senza appello. Intanto però i soldi per compare case arrivano soprattutto dall’estero, con le rimesse che vengono inviate dai parenti emigrati, e quindi questo potrebbe essere un buon modo di attrarre flussi di denaro dall’estero e quindi ridare nuova linfa all’economia cubana.

Esistono però ancora dei paletti messi dal governo di L’Avana sul numero di proprietà che ogni cubano può possedere in ogni città e il giornale ufficiale di Cuba, il “Granma”, ha riportato che nel primo trimestre del 2012 sono avvenute ben 2730 transazioni immobiliari, proprio mentre negli Stati uniti il settore immobiliare crollava miseramente. Anche per questo motivo a Cuba sono fiorite agenzie immobiliari, spesso su internet, che hanno scatenato l’ironia dei soliti detrattori fanatici di Cuba che pretendono che solo nell’isola caraibica le cose siano perfette e prive di ombre mentre sulle colpe e le mancanze di altri paesi preferiscono tenere entrambi gli occhi chiusi. Insomma sembrano tutti quasi sperare che le riforme del governo cubano sfuggano di mano alla Rivoluzione, partendo dall’errato e superficiale pregiudizio che i cubani non si sentano legati ai principi della Rivoluzione. Anche per questo, ne siamo, convinti, riceveranno una ennesima lezione dal socialismo caraibico di Cuba.

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