Cuba. I "Cinque" diventano "tre"Tribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Cuba. I “Cinque” diventano “tre”

Fernando Gonzàlez Llort, uno dei famosi “cinque”, è stato finalmente scarcerato ed è tornato a Cuba dopo aver scontato per intero la condanna subita negli Stati Uniti nel 1998 per spionaggio e cospirazione, senza che abbiano compiuto alcun atto violento. Restano ancora tre i cubani incarcerati senza che la loro colpevolezza sia stata ancora provata. 

I “Cinque” sono diventati i “Tre” dopo che anche Fernando Gonzàlez Llort è stato scarcerato dalle autorità statunitensi ed è ritornato nella sua amata Cuba. L’incubo era cominciato nel settembre del 1998, quando cinque cittadini cubani vennero arrestati in quel di Miami, in Florida, la roccaforte dei cubani anticastristi. Qui i cinque cubani vennero arrestati con l’accusa di aver violato le leggi federali degli Stati Uniti. Una cosa era vera, non si trattava di semplici cittadini bensì di uomini inviati in missione dal governo cubano con l’incarico di infiltrarsi nella società americana e di cercare di smascherare le attività terroristiche dei mercenari armati dalle comunità di esiliati anticastristi. Gli stessi che in diversi anni hanno organizzato veri e propri attentati contro Cuba provocando oltre 3500 vittime. I cinque non sono stati accusati di alcun atto violento, ma nonostante questo gli agenti dell’Avana furono condannati in primo grado a pene durissime, infatti gli altri tre rimasti sono stati condannati all’ergastolo con l’accusa di cospirazione e spionaggio. La sentenza peraltro è stata revocata nell’agosto del 2005 dalla Corte d’appello federale di Atlanta  con il riconoscimento del pregiudizio che ha viziato l’intero processo e delle omissioni riguardanti i diritti degli imputati e la valutazione delle prove. 

Llort comunque è il secondo dei cinque a tornare in patria ed è stato accolto con grande calore dai cittadini e dai parenti al suo arrivo a Cuba. Subito dopo si è recato a visitare Raul Castro, Primo Segretario del Comitato centrale. Fino a poche ore fa si trovava nel centro correzionale federale di Safford, Arizona, mentre ora ha raggiunto a Cuba Renè Gonzalez, il primo dei “Cinque” che era riuscito a tornare a casa pochi mesi fa. Rimangono in carcere Gerardo Hernández, Antonio Guerrero e Ramon Labañino, e questo nonostante una imponente campagna globale che chiede anni la loro immediata liberazione. Anche diversi intellettuali e premi Nobel hanno preso le parti dei Cinque, compresi alcuni giuristi di fama internazionale che hanno denunciato il vero e proprio processo farsa che li ha condannati alla detenzione. I media occidentali però preferiscono parlare delle Pussy Riot e di altri casi che non riguardano gli Stati Uniti e i loro alleati.

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