Cuba. Il Partito Comunista dichiara guerra all'omofobiaTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Cuba. Il Partito Comunista dichiara guerra all’omofobia

Il Partito Comunista Cubano ha deciso di dichiarare guerra all’omofobia. Ufficializzato un emendamento approvato nel gennaio del 2012 in cui si vieta l’omofobia.

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Quanti sostengono ancora, ottusamente, che Cuba sia un Paese arretrato, soprattutto se paragonato al cosiddetto Occidente, avranno da oggi un motivo ulteriore per tacere. Il Partito Comunista cubano infatti ha dichiarato letteralmente guerra all’omofobia. Pensate al modo grottesco con cui in Italia, Paese considerato “avanzato”, alcuni politici si oppongono a un disegno di legge che vieti l’omofobia e tuteli le minoranze. Francisco Rodriguez, blogger e membro del partito dichiaratamente gay, ha annunciato che il PCC ha ufficializzato un emendamento approvato nel gennaio del 2012 da parte del Congresso nazionale del partito. Attualmente il PCC dispone di 800.000 iscritti, tantissimi per Cuba, e ha già iniziato a girare il documento nel quale viene vietata l’omofobia e si invita gli iscritti a combattere ogni atteggiamento discriminatorio. Francisco Rodriguez ha scritto sul suo blog che secondo questo documento nessun militante comunista potrebbe essere razzista, maschilista, misogino o mostrare intolleranza verso le persone religiose o che provengono dalle zone più svantaggiate del paese”. Cuba è riuscita quindi, pur rimanendo comunista, a cambiare atteggiamento nei confronti degli omosessuali, dimostrando quindi di non essere quel monolite acritico che una certa pubblicistica filoccidentale presenta come reale distorcendo la realtà dei fatti. Molti successi sono stati conseguiti grazie al lavoro di Mariel a Castro, figlia di Fidel Castro, che attualmente dirige il Centro nazionale di educazione sessuale attraverso il quale è riuscita a sensibilizzare la popolazione riguardo le tematiche di genere. Oggi, infatti, la sanità pubblica permette i cambi di sesso e anche i posti di lavoro sono diventati più tolleranti verso i gay. Con le recenti aperture Cuba vuole dimostrare al mondo che il socialismo reale e la costruzione di una società giusta non vanno in contrasto con le libertà dei diritti individuali, che però possono essere davvero tutelati solo se si parte da una uguaglianza reale e non viceversa.

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