Cuba. La visita di Obama è la fine di un sogno?Tribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Cuba. La visita di Obama è la fine di un sogno?

In tanti parlano della storica visita di Obama a Cuba e parlando di “fine del sogno” e del socialismo. In realtà la questione sembrerebbe più complessa di così e il fatto che Raul Castro abbia detto “siamo pronti al dialogo” non vuol certo dire che a L’Avana vogliano smantellare la Revoluciòn. Certo esiste il rischio che si sia creata una falla attraverso la quale gli Usa le proveranno tutte per far crollare il governo cubano, ma Cuba preparava questo momento da molto tempo e non si è certo fatta trovare impreparata. 

Quando i media italiani ed europei hanno dato la notizia sembrava quasi che celebrassero la caduta del governo cubano, quello che è evidentemente più un loro desiderio piuttosto che la realtà. In realtà la visita di Obama a Cuba non vuole dire assolutamente lo smantellamento del socialismo anche se si tratta ugualmente di una svolta importante nei rapporti internazionali tra i due paesi che erano congelati ormai da decenni. Semmai si tratta di una mossa del governo americano con Obama che evidentemente prima di chiudere il suo mandato vuole provare a passare alla storia per essere colui che ha risolto alcuni annosi problemi come quello dell’Iran. La realtà è che nessuno a Cuba si illude che gli Usa abbiano intenzioni amichevoli, tutti sanno infatti che l’embargo terribile che viene mantenuto da decenni continuerà, almeno fin quando Cuba continuerà a dirsi socialista. E dato che Raul Castro e il governo cubano non hanno alcuna intenzione di abbandonare il socialismo non sembra nemmeno considerabile l’ipotesi che la Casa Bianca abrogherà l’embargo contro Cuba. Non solo, la visita Usa a Cuba mostra se non altro la totale ignoranza del governo americano circa le conquiste del socialismo a Cuba, basti pensare a Michelle Obama che appena giunta nell’isola caraibica ha  dichiarato che gli Usa stanzieranno un fondo per l’educazione delle bambine bisognose non sapendo che a Cuba non esiste l’analfabetismo, l’istruzione è pubblica e di alto livello e che semmai sarebbero proprio i bambini e le bambine americane povere ad aver bisogno di programmi di educazione molto più di quelli cubani, che possono invece attingere alti livelli di istruzione gratuitamente a differenza degli Stati Uniti, dove solamente i ricchi possono accedere a determinati studi. Insomma questa apertura è sì un rischio per Cuba in quanto apre una falla entro cui gli americani tenteranno di infiltrarsi per far collassare il socialismo, ma è anche una opportunità in quanto permetterà al governo cubano di aprirsi al mondo e di mostrare come Cuba non sia una minaccia per la sicurezza globale bensì un paese che ha da dire e dare molto, proponendo magari un modello esportabile anche negli altri paesi del Terzo Mondo che secondo Washington sono “liberi” ma dove analfabetismo, malattie, degrado e povertà sono all’ordine del giorno.

Tribuno del Popolo

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