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giovedì , 20 luglio 2017
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Cuba. L’Avana cresce all’ombra del Dragone cinese

La XXV Commissione Intergovernativa Cina-Cuba per le Relazioni Economiche e Commerciali si è conclusa mercoledì all’Avana con la firma di nuovi accordi di cooperazione. Forte dell’appoggio di Pechino, Cuba guarda al 2013 con fiducia e speranza.

Mercoledì a L’Avana, Cuba, si è conclusa la XXV Commissione Intergovernativa Cina-Cuba per le Relazioni Economiche e Commerciali. Una vera e propria fumata bianca che regala un 2013 di speranza all’isola caraibica che continua a subire un embargo insensato da parte di Washington. Sanità, risorse idrauliche, prodotti del mare e dogane rientrano nel protocollo del documento finale, e saranno tutti settori nel quale Pechino e L’Avana avranno fruttuosi scambi commerciali. Da quando è caduta l’Unione Sovietica infatti, Cuba ha faticato non poco a mantenere in pedi la sua economia, per questo oggi un canale preferenziale con la Cina verrebbe accolto come un vero e proprio squarcio di luce. Il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e co-presidente della Commissione, Ricardo Cabrisas Ruiz, citato da Granma, il quotidiano del governante Partito Comunista, ha assicurato che i due partner sarebbero ormai  sulla buona strada per l’elaborazione di un accordo per il libero scambio delle merci, “che darà un forte impulso al commercio dei servizi e degli investimenti reciproci, tutto a beneficio delle relazioni bilaterali”. La speranza è che questo trattato di libero commercio diventi realtà entro la fine del 2013.“Nell’ultimo anno, il compimento degli obblighi finanziari di Cuba con Pechino hanno influito positivamente nelle relazioni commerciali tra i due paesi”, ha detto  Cabrisas. Il ministro del Commercio e capo della delegazione cinese, Chen Deming, ha spiegato che questa politica ha condotto ad una maggiore fiducia nelle imprese cubane e che “nonostante gli effetti della crisi economica mondiale, che ha colpito anche la Cina, Cuba continua ad essere il nostro primo partner commerciale nell’area dei Caraibi”. Il ministro ha infine elogiato alcuni progetti cubani, e in particolare l’ampliamento del porto di Mariel, a45 chilometri dalla capitale. La modernizzazione del terminal container nel porto di Mariel, vicino le coste nordamericane, prosegue nella speranza che avrà presto fine l’embargo commerciale imposto da Washington mezzo secolo fa, anche se a dispetto delle promesse, Obama non ha nemmeno chiuso la base militare americana di Guantànamo.  Il progetto comunque dovrebbe essere completato entro breve e muove un giro d’affari di oltre 800 milioni di dollari. A occuparsene la multinazionale brasiliana Odebrecht e il progetto è stato finanziato all’80% dal Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social.

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