Cuba. Le nuove leggi sull'emigrazione non fanno cambiare idea alla Casa Bianca | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Cuba. Le nuove leggi sull’emigrazione non fanno cambiare idea alla Casa Bianca

Cuba ha modificato ufficialmente la legge sull’emigrazione, favorendo i viaggi all’estero dei cittadini cubani. Da parte sua invece, Washington, ha ribadito che la sua politica nei confronti di Cuba non subirà alcuna modifica. 

cuba

Cuba negli ultimi anni ha cambiato molto delle proprie politiche in diversi campi. Il nuovo corso di Raul Castro, ad esempio, ha modificato la legge dell’isola che facilita i viaggi verso l’estero, rendendo più semplice per i cittadini cubani recarsi all’estero. Si è trattato di una svolta epocale per Cuba e il suo governo, una svolta che avrebbe, sulla carta, potuto anche tendere un ramoscello d’ulivo verso gli Stati Uniti. Ma Washington, ancora una volta, ha dimostrato di andare avanti per la propria strada, e la Casa Bianca non ha la minima intenzione di cambiare il proprio atteggiamento nei confronti di Cuba, paese nei confronti del quale è ancora in vigore un ottuso, quanto ingiusto, embargo. I funzionari consolari americani hanno concesso a questo riguardo una insolita intervista al quotidiano cubano Granma, e hanno ribadito che gli Stati Uniti manterranno i benefici e i requisiti in materia di immigrazione per i cittadini cubani nonostante la recente legge nell’isola che facilita i viaggi all’estero. Negli anni scorsi L’Avana ha sempre accusato le amministrazioni Usa di “fuga dei cervelli”, ovvero di incitare l’immigrazione illegale da Cuba in quanto gli Stati Uniti ammettono nel proprio territorio tutti i cubani che riescono ad arrivarci, con qualsiasi mezzo, a differenza del trattamento che invece viene riservato agli immigrati provenienti da altri paesi latinoamericani. Granma ha scritto ieri che Timothy Roche, console generale statunitense, “accoglie positivamente” le modifiche alla legge sull’immigrazione, grazie alle quali sono stati rimossi alcuni ostacoli burocratici ed economici ai viaggi dei cubani all’estero. Roche però ha chiarito che la politica americana dei visti non subirà alcuna modifica, lasciando quindi cadere una storica occasione per imprimere una vera svolta ai rapporti con Cuba. In un riquadro Granma ha riportato le informazioni relative all’ottenimento del visto turistico e di immigrato per gli Stati Uniti. Nel primo caso occorre presentare una richiesta scritta, un passaporto valido, fissare un appuntamento con le autorità migratorie e pagare circa 123 euro. Nel secondo, è indispensabile avere dei familiari con cittadinanza o residenza permanente negli Usa ed esibire documenti che comprovino la parentela con il richiedente. Il tempo passa e tutto cambia, anche Cuba, che sta cominciando un lento ma irreversibile processo di adattamento ai tempi, tutto cambia tranne i pregiudizi degli Stati Uniti.

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