Cuba. Raul Castro vara il "nuovo corso" di sviluppo sostenibile per l'isola | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Cuba. Raul Castro vara il “nuovo corso” di sviluppo sostenibile per l’isola

Pochi giorni prima dell’anniversario dell’assalto alla caserma Moncada che diede inizio alla “Rivoluzione”, il presidente cubano Raul Castro ha voluto tirare le fila riguardo ai nuovi progetti di sviluppo sostenibile per Cuba. Lo ha fatto al termine del IX  Periodo Ordinario dell’Assemblea Nazionale. Il suo tentativo è quello di attualizzare il modello economico dell’isola senza rinunciare all’identità e all’eredità della Rivoluzione. 

Raul Castro, colui che da qualche anno ha ereditato il potere dal fratello Fidèl, ha cercato in tempi non sospetti di imprimere un nuovo sprint all’economia cubana, cercando di riattualizzarla ai tempi. L‘Urss non c’è più ma ci sono Venezuela e Cina, i due nuovi partner di L’Havana che potrebbero rappresentare l’assicurazione al futuro per una delle ultime Repubbliche socialiste presenti al mondo. Oggi peraltro è il 26 luglio, una data molto importante per Cuba in quanto rappresenta l’inizio simbolico della Rivoluzione, cominciata appunto il 26 luglio 1953 con l’assalto alla caserma Moncada, e culminata con la sconfitta del governo di Fulgencio Batista, dittatore compromesso da tempo con gli Stati Uniti. Due giorni prima proprio Raul Castro ha parlato alla chiusura del IX Periodo Ordinario dell’Assemblea Nazionale, facendo il punto sulle prospettive future per l’economia dell’isola.”Insieme all’aggiornamento del modello economico dobbiamo smettere di pensare solo alla sopravvivenza e dobbiamo passare a progettare con razionalità, profondità ed ottimismo le principali linee dello sviluppo sostenibile dell’economia e le risorse e le infrastrutture che si richiedono per tutto ciò”, ha osservato Raùl Castro nel Palazzo delle Convenzioni della capitale. Rispetto all’attuale scenario, il presidente ha fatto notare che l’economia reale cubana starebbe attraversando un periodo tutto sommato positivo, estrinsecato da una crescita del Pil del 2,1% nel primo semestre del 2012. Sembra quindi possibile che le prime liberalizzazioni volute da Raùl Castro stiano ora ottenendo i primi risultati positivi. Di fronte all’Assemblea plenaria dei deputati, Raùl Castro ha menzionato la tendenza al recupero del settore della canna da zucchero, e soprattutto l’incremento del turismo e delle esportazioni di beni e servizi, che hanno persino superato le importazioni. Il governo cubano comunque sta cercando di portare avanti una nuova politica monetaria che formi la base per portare avanti trasformazioni ancora più audaci del sistema economico cubano. D’accordo con lo statista, le trasformazioni proseguiranno, avanzando con decisione, serenità ed audacia, evitando di commettere errori di significato strategico. Nonostante questo il governo ha comunque voluto ribadire che la “Rivoluzione” non volterà le spalle ai cittadini, e anzi varerà qualcosa come 110 milioni di pesos per sussidi rivolti alla popolazione.

 

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