Cuba. Si avvicina l'accordo con l'Ue ma l'embargo Usa rimaneTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Cuba. Si avvicina l’accordo con l’Ue ma l’embargo Usa rimane

L’ambasciatore cubano in Belgio, Norma Goicochea, ha detto che Cuba vede più vicina la firma dell’accordo che sta negoziando con l’Ue piuttosto che la fine dell’embargo americano che dipende dal Congresso Usa. 

Notizie importanti su Cuba arrivano da Bruxelles dove l’ambasciatore cubano in Belgio, Norma Goicochea, ha detto chiaramente di vedere più probabile nell’immediato la firma dell’accordo che si sta negoziando da tempo con l’Unione Europea piuttosto che la fine dell’embargo americano su Cuba. ”Credo di sì, che siamo più vicini a concludere con l’Ue, che a veder levato l’embargo, che dipende dal Congresso americano”, ha detto la Goicochea (Fonte Ansa), precisando che i negoziati con Bruxelles sarebbero ormai sulla buona strada. Il prossimo round di trattative si terrà proprio a Bruxelles il 1 e 2 dicembre, e circa il buon esito dello stesso ci sarebbe ottimismo da parte di entrambe le parti.

Ma nonostante il disgelo tra Cuba e Usa l’embargo degli Stati Uniti nei confronti di L’Avana continua, e a dispetto dei proclami di Obama degli ultimi mesi non sembra che la sua abolizione da parte del Congresso sia all’ordine del giorno. A questo riguardo L’Avana ha intenzione di presentare martedì prossimo alle Nazioni Unite la risoluzione sulla necessità di porre fine all’embargo che è anche un vero e proprio blocco economico, commerciale e finanziario assolutamente immotivato nel 2015. Si tratterà della ventiquattresima volta consecutiva che Cuba sottoporrà all’Assemblea Generale dell’Onu una risoluzione di questo tipo, e probabilmente anche questa volta non si otterrà alcun risultato fattivo. Alcuni osservatori pensano o sperano che questa volta le cose andranno diversamente dato che il presidente Obama ha dichiarato pubblicamente di essere favorevole alla rimozione dell’embargo, ma la sensazione è che nulla cambierà anche se l’ambasciatore Goicochea ha detto che “potrebbe succedere pertanto che questa volta ci sia un voto di astensione”.

In ogni caso fin tanto che permarrà l’embargo degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, il governo cubano continuerà a presentare la risoluzione all’Onu: “Se gli Stati Uniti levano l’embargo, smetteremo di presentarla ma se l’embargo non è rimosso, non viene restituito all’Avana il territorio occupato dalla base militare di Guantanamo e non c’è una normalizzazione delle relazioni, continueremo a presentarla“, ha aggiunto ancora la Goicochea. Del resto la prima volta che all’Onu si è parlato dell’embargo contro Cuba è stato nel 1992, e all’epoca solamente 59 paesi appoggiarono la risoluzione cubana contro i 188 del 2014 con solo Israele e Stati Uniti che hanno votato “no”. L’embargo, che è in vigore ormai da decenni, reca un danno enorme all’economia cubana e al paese reale che viene stimato nell’ordine di 833,755 miliardi di dollari.

@Dc

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