Cuba, un gigante contro l' #EbolaTribuno del Popolo
sabato , 18 novembre 2017
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Cuba, un gigante contro l’ #Ebola

Il governo di Cuba è quello che si è mobilitato di più in proporzione alla minaccia dell’Ebola rispondendo all’appello dell’Onu per aiutare i paesi africani colpiti dall’epidemia di febbre emorragica. L’Avana ha inviato oltre 450 tra medici e infermieri, il contingente più significativo mobilitato nella lotta alla malattia. Non male per un Paese piccolo che ancora subisce l’embargo ingiustificato degli Stati Uniti. 

A Cuba non è arrivato un solo caso di Ebola eppure Il governo di Raul Castro ha preso alla lettera l’appello lanciato dall’Onu per aiutare i paesi africani colpiti dall’epidemia di febbre emorragica. I paesi africani, Sierra Leone, Liberia e Guinea, sono letteralmente al collasso e l’Occidente fa poco o nulla per arginare l’epidemia al punto che il contingente di medici e personale medico inviato dall’Avana è quello più consistente nel mondo con oltre 450 uomini inviati sul campo. Non male per un Paese che subisce da decenni un inspiegabile, ingiusto e ormai grottesco embargo, non male per un Paese che secondo i suoi detrattori dovrebbe rappresentare la quintessenza della dittatura e della malvagità. E invece un piccolo Paese senza risorse naturali particolari e senza risorse energetiche è riuscito a mobilitarsi in nome della solidarietà. Ben 165 medici cubani si trovano già in Sierra Leone, altri 296 arriveranno già in questa settimana in Liberia e in Guinea. Cuba, come molti sanno e come in troppi ancora si rifiutano di prendere atto, dispone di un servizio sanitario che è un gioiello a livello mondiale, e lo stesso Fidel Castro ha deciso di accogliere l’appello dell’Onu mettendo a disposizione il fiore all’occhiello della sanità cubana per aiutare nelle zone disastrate dell’Africa. Castro è andato oltre gli attriti politici con gli Stati Uniti pubblicando un articolo su Granma nel quale ha sottolineato che “coopereremo con piacere con il personale americano, non alla ricerca della pace fra due Stati che sono stati avversari per tanti anni, ma piuttosto per la pace nel mondo“. Non proprio le parole di un dittatore sanguinario come i media vergognosamente vogliono far credere da decenni a questa parte. Sempre all’Avana qualche giorno fa si è tenuto il vertice straordinario dei dodici paesi sudamericani e caraibici (Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua, Ecuador, Dominica, Saint Vincent e Grenadine, Antigua e Barbuda e Santa Lucia) dell’alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (Alba) per discutere della cooperazione regionale contro l’epidemia di ebola. Di fronte a questi sforzi reali e non millantati anche John Kerry ha dovuto ricordare Cuba e ringraziare le  nazioni piccole e grandi che hanno offerto rapidamente un’assistenza concreta” nella lotta contro l’epidemia. Inutile dire che se l’epidemia avesse colpito un paese comunista gli Stati Uniti ne avrebbero approfittato per condizionare gli aiuti a un “regime change”. Qualcosa però sembra essersi svegliato anche nella società americana con il New York Times che è intervenuto con un editoriale nel quale si sostiene, letteralmente, che “una vergogna che Washington, principale donatore nella lotta contro l’ebola, non abbia rapporti diplomatici con l’Avana, il volontario più audace contro la malattia“. “I responsabili americani e cubani non dispongono dei mezzi per coordinare gli sforzi globali ad alto livello“, ha scritto il quotidiano, secondo il quale “questo dovrebbe servire all’amministrazione Obama per capire che agire rapidamente per ristabilire i rapporti diplomatici con Cuba offre dei vantaggi ben più importanti dei possibili inconvenienti“. Il Washington Post invece ha scritto un articolo delirante in cui accusa Cuba di inviare migliaia di medici nel mondo in cambio di denaro, l’ennesima dimostrazione dell’estremismo che si respira negli Stati Uniti, paese che esporta armi a tonnellate e si permette di fare la morale a Cuba che si fa pagare, ammesso che sia vero, per mandare emissari di pace in giro per il mondo. Del resto è dal 1959 che Cuba invia gratuitamente personale medico ovunque ci siano epidemie o disastri naturali. e in modo del tutto disinteressato. Ma Cuba, secondo i nostri media, sono una “dittatura”. A voi le debite conclusioni. 

Dc

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