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venerdì , 28 luglio 2017
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Cuba. Viaggio nel nuovo corso di Raul

A partire dal primo dicembre 2012 in tre provincie di Cuba lo Stato metterà in affitto piccoli negozi gastronomici ai dipendenti pubblici che li gestiscono. Si tratta di un passo in avanti deciso verso le riforme volute da Raul Castro.

La nuova ondata di riforme voluta da Raul Castro a Cuba si avvia ad entrare nel vivo. Dopo aver permesso ai cittadini cubani di poter lasciare l’isola a piacimento, ora è la volta della riforma dei piccoli negozi gastronomici, i quali a partire dal primo dicembre in tre provincie di Cuba potranno essere affittati ai dipendenti pubblici che li gestiscono e intendono ora mettersi in proprio. Si tratta di bar, piccoli ristoranti, rivendite di bevande analcoliche, il che rappresenta una vera e propria opportunità anche di lavoro per la popolazione cubana. A  partire dal primo dicembre tutto ciò diventerà realtà, almeno in tre provincie di Cuba, lo ha annunciato il vice ministro del commercio interno, Ada Chavez Oviedo, in dichiarazioni pubblicate nell’edizione odierna del “Granma”.

In pratica, in prova sperimentale nelle province di Artemisi, Villa Clara e Ciego de Avila da estendere poi a tutta l’isola, si punta a far sì che, con una gestione simile a quella già in atto per barbieri e parrucchieri ,vengano aperti soprattutto piccoli ristoranti, che si aggiungano ai poco più di 1.600 `paladares´ privati, già in funzione da tempo in gran parte di Cuba. Secondo il quotidiano dell’isola gli ex statali che decideranno di cominciare la nuova attività potranno anche comprare sigarette e tabacco a un prezzo ribassato in modo così da poterlo rivendere al pubblico. Nonostante Raul Castro sia stato accusato di voler cedere al capitalismo, il presidente cubano rassicura intendendo tali misure volte a “rafforzare il socialismo e non a restaurare il capitalismo“. Da quando nel 2011 sono state varate le nuove riforme di Raul Castro sono ormai 400.000 i cubani che lavorano per conto proprio, di cui 150.000 quelli che, dopo aver ottenuto terre statali, hanno deciso di avviare cooperative agricole. Nonostante queste aperture però, gli Stati Uniti continuano il loro blocco criminale contro Cuba.

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