"Cucchi è stato pestato". Via al processo d'appelloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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“Cucchi è stato pestato”. Via al processo d’appello

“Cucchi è stato pestato”. Via al processo d’appello

Oggi è incominciato il processo d’appello per il caso Cucchi. Chiesta la condanna degli infermieri e degli agenti. La sorella Ilaria: “Penso anche alla tanto auspicata approvazione della legge sulla tortura”.

Fonte: Oltremedianews

Incominciato oggi il processo d’appello per il caso Cucchi.
Il procuratore generale Mario Remus nella sua requisitoria ha chiesto la condanna di tutti gli imputati del processo, ribaltando dunque la sentenza arrivata il 5 giugno dello scorso anno. “Condannate a 2 anni di reclusione gli agenti penitenziari per lesioni volontarie e a un anno gli infermieri coinvolti – ha detto – La vittima è stata aggredita dagli agenti che ne avevano la custodia e il fatto è avvenuto dopo l’udienza di convalida”.
La sentenza di primo grado ha inflitto la condanna nei confronti di 6 medici dell’ospedale Pertini e l’assoluzione per i 3 infermieri e le 3 guardi carcerarie.

Remus ha affermato: “C’è la prova che Stefano non avesse segni di aggressione violenta prima di arrivare in udienza. Tant’è che ha battibeccato, si è alzato più volte, ha scalciato un banco; certo non avrebbe potuto farlo se fosse stato fratturato”- ha continuando -”il pestaggio è avvenuto subito prima del suo ingresso in carcere”.
“La localizzazione delle lesioni sul corpo di Stefano – ha aggiunto – non porta a credere che siano state causate da una caduta accidentale, bensì da una aggressione vera e propria. Stefano era di una magrezza eccezionale; il suo esile corpo ha scattato la fotografia di un’aggressione volontaria e intenzionale”.

“Il procuratore generale in udienza ha esordito descrivendo un vero e proprio pestaggio di Stato e una grave compromissione e negazione dei diritti umani in danno di mio fratello. Dedico queste parole al senatore Giovanardi al signor Capece che mi attaccano sistematicamente ed al ministro della Giustizia che prenda provvedimenti”.

Così, in una nota, Ilaria Cucchi. ”Affinché si possa avere un sincero momento di riflessione sui terribili fatti che hanno portato a morte Stefano. Penso anche alla tanto auspicata approvazione della legge sulla tortura che il nostro Paese continua a rifiutarsi di adottare a dispetto dei moniti che ci vengono rivolti dall’Onu”.

  Nicola Gesualdo

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