Cuito Canavale. La battaglia che Mandela probabilmente vorrebbe ricordareTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Cuito Canavale. L’ultimo vagito del colonialismo

Nel 1987 a Cuito Canavale avvenne una battaglia storica tra le Forze Armate della Liberazione dell’Angola dell’MPLA appoggiati da Cuba e dall’Urss contro i ribelli dell’UNITA appoggiati dal regime razzista del Sudafrica e dagli Stati Uniti. Una battaglia che tutti per diversi motivi preferiscono dimenticare avvenuta nemmeno trent’anni fa. 

Vi sono episodi scritti nella carne della storia che, per diversi motivi, si preferisce dimenticare, vuoi per la loro scomodità, vuoi per convenienza. La battaglia di Cuito Canavale è sicuramente una di questi episodi. In pochi la conoscono, eppure è stata forse la battaglia sul campo più sanguinosa e imponente dopo quelle della Seconda Guerra Mondiale ed è avvenuta non nel lontano passato ma nel 1987, ieri. E infatti forse questo sfugge a molti ma negli anni Ottanta esisteva ancora il regime criminale razzista dell’apartheid in Sudafrica, un regime che non si limitava a tenere nella segregazione i neri in Sudafrica ma aveva persino l’ambizione di proiettarsi all’esterno per la tutela dei propri interessi. Johannesburg, foraggiata e appoggiata in chiave anticomunista dall’Occidente, ha ingerito pesantemente nella vicenda della guerra civile dell’Angola, dove il movimento di liberazione marxista dell’MPLA aveva efficacemente lottato contro il colonialismo portoghese prima e il ribellismo filo-occidentale dell’UNITA poi. Il Sudafrica non poteva tollerare che un’Angola indipendente e schierata con Mosca si stagliasse a pochi chilometri dai propri confini, dove cominciavano già le rivendicazioni dell’Anc che sarebbero culminate poi nella vittoria di Mandela. Ecco quindi perchè ricordare proprio all’indomani della morte di Nelson Mandela la battaglia di Cuito Canavale, cominciata il 9 settembre 1987 e terminata sei mesi dopo. La battaglia si scatenò dopo che le FAPLA, il braccio armato del MPLA, tentò di sconfiggere l’UNITA con una grande offensiva militare nella parte sud-est dell’Angola. Il Sudafrica voleva difendere l’UNITA per impedire allo SWAPO ( South West African People’s Organization) di utilizzare la parte meridionale dell’Angola per lanciare attacchi contro il Sudafrica, da qui la decisione di intervenire militarmente a favore dell’UNITA; una palese aggressione della sovranità dell’Angola, che ormai aveva conseguito l’indipendenza da più di dieci anni dal Portogallo proprio grazie al ruolo del MPLA. E qui subentra il ruolo di Cuba, con il paese caraibico che ha assistito l’MPLA sin dagli anni Settanta, aiutandolo a prendere il potere nel 1975. Non solo, i cubani restarono nel Paese in attesa che le condizioni si stabilizzassero in favore dell’MPLA, mentre Urss e paesi dell’Est Europa cominciarono a controbilanciare le armi donate dagli Stati Uniti all’UNITA inviando armi moderne al MPLA. Sudafrica e Usa scelsero l’UNITA di Jonas Savimbi per destabilizzare il governo dell’Angola, così migliaia di mercenari americani e sudafricani penetrarono nel Paese, mentre agenti Usa inviarono missili Stinger all’UNITA. Non solo lo scacchiera era complicato anche dall’esistenza della Namibia, dove nonostante la fine del mandato della Lega delle Nazioni da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1966, che il Sudafrica non riconobbe mai, proprio il Sudafrica continuò a governare il cosiddetto Sout-West Africa, la Namibia appunto, come se fosse un possedimento privato. Da qui l’inizio della resistenza armata dello SWAPO in Namibia, e dopo il conseguimento dell’indipendenza da parte dell’Angola nel 1975, lo SWAPO ottenne l’appoggio del governo angolano e cominciò a operare contro le forze sudafricane. Da qui la decisione delle autorità sudafricane di aiutare l’UNITA per riconquistare le regioni al confine con la Namibia per impedire alle milizie dello SWAPO di trovare aiuto in Angola. Da qui la decisione del Sudafrica di lanciare l’Operazione Protea nell’agosto 1981, una vera e propria missione militare colonialista volta a conquistare 50.000 metri quadri della provincia di Cunene in Angola, la cui amministrazione fu affidata all’UNITA. Cominciarono quindi i raid sudafricani e dell’UNITA contro l’Angola, fin quando nel 1987 il governo di Luanda lanciò una grande campagna militare per riprendere il controllo del sud-est dell’Angola chiamata Operação Saludando OctubreDiventò presto una sorta di guerra mondiale per procura con l’Urss e Cuba che appoggiarono l’MPLA, e gli Stati Uniti e il Sudafrica che appoggiarono l’UNITA temendo che i guerriglieri non ce l’avrebbero fatta a respingere le forze armate angolane. Da qui la decisione del Sudafrica di intervenire e il 4 agosto 1987 il Sudafrica lanciò l’Operazione Moduler per fermare l’avanzata angolana e prevenire la rotta dell’UNITA. Dopo i primi mesi di avanzata sudafricana, il 15 novembre l’Angola chiese assistenza militare a Cuba e Fidel Castro gliela concesse dal momento che credeva che una vittoria del Sudafrica avrebbe non solo sancito la distruzione delle migliori armate dell’MPLA, ma anche la fine dell’Angola come Stato indipendente. Fidel Castro lanciò quindi una campagna militare chiamata Maniobra XXXI Aniversario de las FAR” nella quale vennero reclutati 15.000 cubani da inviare in Angola per difendere il Paese dall’aggressione sudafricana. Dieci giorni dopp, il 25 novembre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite domandò alle forze armate sudafricane di ritirarsi incondizionatamente dall’Angola entro il 10 dicembre, ma senza minacciare sanzioni di nessun tipo. Intanto le forze armate sudafricane ricevevano continuamente rinforzi e attrezzature e si apprestavano a invadere la città di Cuito Canavale. Nel corso della battaglia il numero di cubani presenti sul campo raggiunse quello record di 55.000, con 40.000 dispiegati sul fronte. Alla fine le truppe sudafricane nell’agosto 1988 ritornarono in Sudafrica, scacciate dall’esercito angolano e cubano. Da lì a poco anche il regime razzista del Sudafrica sarebbe crollato consegnando il Paese a Nelson Mandela, ma senza la vittoria di Cuito Canavale forse, le cose sarebbero andate diversamente.

Gracchus Babeuf

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