Cura dell'ambiente? Tutti a scuola da CubaTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Cura dell’ambiente? Tutti a scuola da Cuba

L’ipocrisia dell’embargo nei confronti di Cuba da parte degli Usa si percepisce anche solo guardando alla tutela dell’ambiente. In questi giorni tutti i premier mondiali si riempiono la bocca di parole come “ambiente”, eppure secondo il Wwf Cuba nel 2006 era l’unico Paese al mondo a soddisfare i due criteri previsti per accertare la sostenibilità di un sistema. L’ennesima prova di come il socialismo funzioni, e soprattutto a differenza del capitalismo sia ecologicamente sostenibile.

Sostenere la necessità del capitalismo e la necessità di salvare l’ambiente rappresenta per certi versi una vera e propria contraddizione in termini. Le distruzioni ambientali infatti sembrano strettamente interconnesse a un sistema economico che in nome della globalizzazione dei profitti sacrifica qualsiasi altra cosa. In questi giorni a Bruxelles nell’ormai famigerato Cop21 tutti i presidenti mondiali promettono svolte e esortano cambiamenti, eppure nel 2006 il Wwf aveva già identificato nella socialista Cuba, che per questo continua a subire un embargo da parte dei “buoni” americani, come l’unico Paese al mondo a soddisfare i due criteri considerati centrali per accertare la sostenibilità di un dato sistema economico e sociale. Stiamo parlando dello sviluppo umano, che deve essere superiore allo 0,8, e l’impronta biologica delle attività umane che deve essere inferiore all’1,8.

Come ci ricorda il sempre ottimo e informatissimo Fabio Marcelli nel suo blog sul Fatto Quotidiano secondo i dati contenuti nel Living Planet Report, Cuba nel 2006 presentava un indice dello sviluppo umano pari a 0,82 e un’impronta biologica pari a 1,5, rispettando quindi ambedue i criteri. Nel 2012 l’impronta biologica dell’isola era salita all’1,9, e secondo i dati del 2013 l’indice dello sviluppo umano era allo 0,815. Anche il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo ha dovuto prendere atto del successo dell’esperienza cubana, un esempio vivente di come una società socialista non solo possa andare avanti, ma sia anche ecologicamente più sostenibile. Il neoliberismo capitalista continua a vedere in Cuba un nemico probabilmente anche per questo, in quanto esempio vivente di una alternativa vincente, basti vedere le condizioni di vita di paesi simili a Cuba ma dominati dal neoliberismo di matrice americana. Mentre il mondo è sempre più sconvolto da guerre incontrollabili, siccità, disastri ambientali ed inquinamento, l’esperienza di Cuba dimostra come sia in realtà possibile pianificare e combinare lo sviluppo umano in modo che non danneggi l’ambiente.

I vari amanti dell’ambiente in Occidente che guardano con emozione ai discorsi di Obama, sempre gli stessi, dovrebbero invece interrogarsi sul tipo di modello di sviluppo che vogliono per il futuro del pianeta e dovranno rendersi conto che il neoliberismo attuale ci porterà e porterà il pianeta verso una inesorabile rovina. Una rovina che però non è inevitabile, a patto però che si guardi alla realtà con coraggio, ammettendo magari di aver preso una cantonata negli ultimi vent’anni di ubriacatura neoliberista e di consumismo mascherato da libertà.

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