Da Bossi e Fini a Salvini e Meloni, come cambiano gli amici di BerlusconiTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Da Bossi e Fini a Salvini e Meloni, come cambiano gli amici di Berlusconi

Sono lontani i tempi del Berlusconi-Bossi-Fini, oggi il Cavaliere non è più quello di un tempo e con lui sono cambiati anche i suoi “amici”. Il nuovo triumvirato della destra italiana è composto da Salvini-Meloni e Berlusconi, con quest’ultimo che non è più l’uomo forte ma utilizza la scialuppa Salvini-Meloni per rimanere ancora una volta a galla, fermo restando che anche Matteo Renzi rappresenta per lui una “sicurezza”.

Davvero bizzarro come alla fine siano passati gli anni e Silvio Berlusconi, nonostante tutto, conquisti ancora spazi nelle prime pagine di tutti i giornali. Ricordate i tempi del triumvirato Bossi-Fini-Berlusconi? Erano altri tempi, all’epoca Matteo Renzi ancora non aveva alcun ruolo e soprattutto esisteva ancora una sinistra. All’epoca Berlusconi era il factotum della politica italiana, l’uomo unto dal signore capace di portare la destra alla conquista del potere. Era l’epoca del berlusconismo e dell’antiberlusconismo, un’era che ci sembra ormai giurassica ma che dopotutto era solo dieci anni fa, anche meno. Oggi Berlusconi politicamente è un uomo sconfitto, messo ai margini dall’età e dalle vicissitudini giudiziarie, impresentabile sotto troppi punti di vista. E proprio perchè impresentabile e consapevole di esserlo, Berlusconi ora inaugura un altro triumvirato che questa volta però non lo vede più come “uomo forte” ma semmai come padre nobile della destra italiana con i più giovani e combattivi Salvini e Meloni a fare da punte avanzate di un tridente sempre più lepenista e meno berlusconiano.

Eh sì perchè con il regno di Berlusconi il Paese è stato sostanzialmente rovinato e disastrato da scelte scellerate, ma il centrodestra di marca berlusconiana era sicuramente diverso da questa destra nazionalista e aggressiva propagandata dalla nuova Lega Nord di Salvini e dai Fratelli d’Italia della Meloni. Un cambiamento sostanziale che indica come Berlusconi sia ancora in grado di vedere i propri interessi, e quelli del proprio blocco sociale, rappresentati non solo dai suoi nuovi alleati di destra ma anche dal suo alleato naturale Matteo Renzi, il leader di quella che in modo grottesco viene definita la “sinistra”. In questo modo Berlusconi ha la sicurezza di vedere i propri interessi rappresentati in qualsiasi caso, un ennesimo capolavoro di machiavellismo che indica anche quanto sia diventata ormai degradante l’offerta politica dei partiti italiani. E dato che Salvini e Meloni in qualità di outsider hanno bisogno di un padre nobile, ecco che la benedizione del vecchio Cavaliere dovrebbe servire a sdoganare la nuova destra anche in quei settori storicamente più vicini al liberalismo di destra che sono passati recentemente dall’elettorato di Forza Italia a quello del Partito Democratico.

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