Da Porta Pia a Palazzo Chigi: la lotta continuaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Da Porta Pia a Palazzo Chigi: la lotta continua

Dopo aver respinto il sindaco Marino e aver bocciato le parole del ministro Lupi, i manifestanti dello scorso 19 ottobre preparano una nuova manifestazione per il 31 ottobre, data in cui si deciderà sulla questione degli sfratti. Nel frattempo sono stati rilasciati i sei manifestanti fermati durante gli scontri di sabato. 

Fonte: Oltremedianews

Che la politica sia molto manchevole di risposte verso i cittadini è un dato ben noto, dunque non ci stupiamo del fatto che nemmeno questa volta sia accaduto. L’incontro di ieri con il Ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi non è stato infatti sufficiente a trovare una sintesi delle due istanze a confronto: la sua proposta di stanziare 40 milioni di euro da destinare ai comuni come sussidio per gli affitti è stata accolta, se non proprio come una provocazione, quantomeno come una risposta insignificante.

Cosa chiedono infatti gli occupanti di Porta Pia? Abolizione dei lavori nella Val di Susa e immediato dirottamento dei fondi della Tav e dell’Expo di Milano verso questioni di maggiore rilevanza sociale, in primis verso piani di edilizia pubblica volti a garantire un’abitazione a chiunque ne abbia bisogno. Ad oggi, stando ai dati ufficiali, le richieste di moratoria sugli sfratti sono arrivati a quota 270.000, dunque un ulteriore rinvio della data dell’efficacia del provvedimento non sembra essere la soluzione ottimale. Il 19 ottobre circa 70.000 persone hanno chiesto alle istituzioni di lavorare per un modo diverso di concepire l’edilizia urbana, non un semplice rinvio dell’esecutività della sentenza di sfratto. Ovviamente il problema risiede proprio in questo. Cioè che il governo non ha né i soldi, né a quanto pare la volontà politica, di procedere ad una equa redistribuzione degli stabili abitativi in Italia. Secondo un recente rapporto della Cgil, il numero di abitazioni vuote in Italia sono 2 milioni: probabilmente si potrebbe fare qualcosa per renderle abitate.

Ma la protesta non si fermerà qui. Ieri è terminato il presidio a Porta Pia, culminato con il rifiuto di dialogare con il sindacoMarino (i più fantasiosi hanno suggerito paragoni con la cacciata del Papa da Roma nel 1871), ma i manifestanti si preparano ad una nuova manifestazione per il 31 ottobre, data in cui la Conferenza Stato-Regioni discuterà della questione degli sfratti.

Per il momento gli organizzatori si dicono soddisfatti dell’esito e della partecipazione della protesta e della liberazione di tutti e sei i manifestanti fermati durante gli scontri, ma che c’è ancora molto da fare se non si vuole rischiare che la tensione tra le parti raggiunga livelli decisamente meno sostenibili.

  Redazione

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