Da Snowden fino alla Siria e all'Ucraina: è la Guerra Fredda 2.0Tribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Da Snowden fino alla Siria e all’Ucraina: è la Guerra Fredda 2.0

Dai fatti legati alla fuga di Snowden fino alla questione Siria e alla crisi in Ucraina. Ecco perchè c’è un filo rosso che conduce alla contrapposizione Washington-Mosca che sta ricostruendo uno scenario da Guerra Fredda.

Negli anni Novanta l’ “Orso russo” aveva un aspetto giocoso e rassicurante per l’Occidente, forse perchè tra calici di vodka e risate Eiltsin e l’allegra banda di liquidazionisti avevano sostanzialmente annichilito la Russia come grande potenza, privatizzando e svendendo tutte le sue ricchezze e annullando la politica estera e la proiezione internazionale del Cremlino, diventato da competitor degli Stati Uniti a soggetto subalterno e secondario. Qualcosa però nel volgere di secolo è cambiato, e con l’arrivo di Vladimir Putin al Cremlino, nel bene e nel male, le cose almeno dal punto di vista della sovranità della Russia sono cambiate. Mosca ha smesso di essere un attore subalterno e debole alla mercè dell’Occidente e ha cominciato a ripensare se stessa come una grande potenza procedendo anche a un ammodernamento delle proprie forze armate. Il risultato è stato un progressivo ritorno alla demonizzazione della Russia, le cui magagne interne venivano abbondantemente ignorate quando al Cremlino si trovava Eiltsin, e bisognava diffondere l’immagine di una Russia democratica e felice. Ora la contrapposizione Russia-Stati Uniti ha raggiunto nuovamente l’acme grazie alla crisi in Ucraina, ma per chi segue con attenzione i fatti di politica internazionale è facile sostenere che non sia stata una crisi improvvisa, bensì ampiamente preventivabile. In molti infatti dimenticano il “caso Snowden”, con la fuga precipitosa dell’ex impiegato della Cia a Mosca con tutto il corollario dello scandalo delle spiate americane ai danni di milioni e milioni di poveri cittadini innocenti che hanno visto anche la propria privacy venire messa a repentaglio. Poi c’è stata la vicenda siriana, con Washington che evidentemente non riteneva che Putin fosse disposto a ostacolare le mire dell’Occidente fino a questo punto, arrivando a difendere a spada tratta Damasco contro le ingerenze occidentali. L’emergere della crisi ucraina in concomitanza quasi con le Olimpiadi di Sochi, gli attentati kamikaze a Volgograd poche settimane prima delle Olimpiadi, e l’intera vicenda delle Pussy Riot sembrano essere tutti eventi “poco casuali” nel senso che sembrano convergere verso la “costruzione del nemico“. E infatti in meno di un anno i media hanno cominciato a bastonare duro la Russia perchè evidentemente era necessario mostrare un immagine del Cremlino molto vicina a quella che veniva offerta ai tempi della Guerra Fredda.

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