Da Tsipras a Civati, fotografia di una sinistra senza coraggioTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Da Tsipras a Civati, fotografia di una sinistra senza coraggio

I recenti accadimenti nella politica italiana ed europea hanno provocato fermento in quello che resta della sinistra italiana. Ma tra liste Tsipras che sembrano sempre più un occasione sprecata e i timidi tentativi di Civati di operare una scissione nel Pd, emerge un quadro desolante che denota una sostanziale mancanza di coraggio.

Uno dei presupposti per acquisire peso politico e consensi nella popolazione è la sicurezza dei propri mezzi e soprattutto la ferma convinzione di avere qualcosa da dire, qualcosa da proporre, per riuscire a una situazione ritenuta intollerabile da sempre più porzioni di persone. Tutto questo la sinistra non riesce e non è riuscita a farlo per molti motivi, non ultimo una subalternità atavica nei confronti degli avversari politici. Anche ora che si sarebbe creata una autostrada a sinistra con la vittoria di Matteo Renzi alle primarie Pd e la sua imposizione piratesca come presidente del consiglio, la sinistra italiana sembra ancora una volta vittima delle proprie lacerazioni interne e assolutamente incapace di avere uno sguardo d’insieme capace di guardare al futuro con ottimismo e volontà. A un pessimismo della ragione si è affiancato anche una totale assenza di volontà, come se si ammettesse inconsciamente di non avere nulla da dire in un contesto sempre più caratterizzato dallo scontro polarizzato tra europeisti a tutti i costi e antieuropeisti populisti di destra. Lo stesso timido tentativo di Civati di evocare una scissione da sinistra nel pd appare tardiva e ormai completamente destituita di credibilità dal momento che sono troppi i treni che sono stati lasciati passare da una classe politica che non sembra avere più quella spinta propulsiva all’elaborazione culturale di una proposta politica costruttiva e di sinistra. Su queste basi abbiamo accolto con timidezza e assenza di aspettative la lista Tsipras, una lista che sembrava poter partire su ottime premesse ma che, con il passare dei giorni, ci sembra mostrare tutti i suoi limiti. Una lista, quella Tsipras, che nasce con alle spalle quello che sembra il solito carrozzone eterogeneo di forze deboli e divise che non sono riuscite in tutti i questi anni nemmeno a trovare un modo di unirsi insieme per dare origine a un progetto comune. Una fusione a freddo che ricorda da vicino quella di Rivoluzione Civile e che si contraddistingue, a nostro avviso, per l’ennesima occasione perduta. Perchè mettere in secondo piano gli aspetti di sinistra che invece dovrebbero connotare la proposta politica di una lista che avrebbe potuto significare anche un laboratorio di confronto politico a sinistra magari teso alla creazione di un nuovo progetto politico comune? Perchè, ancora una volta, scegliere di mortificare i partiti che di questa lista fanno parte mettendo davanti intellettuali autoeletti a capi ideologici del movimento? Speriamo ovviamente di sbagliarci ma ci sembra l’ennesima occasione perduta per costruire un nuovo pensiero forte capace di legare insieme gruppi tra loro diversi ma che potrebbero dialogare per un obiettivo comune, che dovrebbe essere quello di opporre un modello culturale e politico alternativo a quello imposto dai governi e dall’Europa. Senza il coraggio delle proprie idee la sinistra non potrà che continuare a essere inutile per il suo elettorato, fino a diventare il capro espiatorio di una politica ormai de-ideologizzata e proprio per questo ancora più pericolosa per il futuro democratico dell’Europa.

Gracchus Bebeuf

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