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giovedì , 20 luglio 2017
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Da Tsipras a Orban. Con coerenza

“Se Hitler invadesse l’inferno io farei quanto meno un rapporto favorevole al diavolo alla Camera dei Comuni.” Winston Churchill, giugno 1941.
Per il Cremlino, il quale si trova di fronte ad un muro eretto dalla Nuova Europa (Polonia, Svezia e paesi baltici), dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, questa frase di Churchill è probabilmente una delle linee guida della propria politica estera.

Fonte: Cercareilvero

Non c’è alcuna schizofrenia nell’appoggiare contemporaneamente in Ungheria il partito di Viktor Orbán, Fidesz, e in Grecia SYRIZA, di Alexis Tsipras.
Eppure, se a prima vista Fidesz e SYRIZA potrebbero avere in comune solo il numero delle lettere del proprio acronimo, osservando meglio la situazione, qualcosa di comparabile tra i due soggetti politici c’è: ostilità verso Bruxelles e Washington, volontà di aprirsi verso est (con uno sguardo particolare verso Cina e Russia), contrarietà verso le sanzioni dell’UE nei confronti di Mosca. Si potrebbe continuare per ancora molto ma il centro del discorso è questo: a livello economico sia Atene che Budapest sembrano aver fatto inversione a 180° rispetto agli ultimi anni con il fine di abbandonare la strada del neoliberismo.

A Budapest, addirittura, si parla senza troppi problemi di democrazia illiberale (che, vorrei sottolineare, è pur democrazia) come modello da adottare.
Se a qualcuno non piace, può chiamarla in un altro modo, ma questa non è altro che una nuova puntata della Guerra Fredda che vede coinvolte Russia, USA e Europa.
Non ci sono muri che separano paesi (nonostante la folle idea di qualche oligarca ucraino),. ma ci sono interessi (e ideologie) a far posizionare paesi geograficamente vicini su schieramenti opposti.
Ungheria e Grecia sono solo due esempi. Se ne potrebbero citare altri.

Uno su tutti: Cipro. Proprio nelle scorse ore, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, ha affermato che Cipro apre i propri porti marittimi alle navi russe “che partecipano alle operazioni di lotta al terrorismo e alla pirateria internazionale”.
Aver cercato di privare, nel giro di qualche  mese, la Russia delle sue basi navali che danno sulle acque calde (Siria e Crimea), ha provocato l’esatto opposto. Buon per Mosca (e per tutti quelli che ritengono la Russia un paese affidabile ed essenziale per la pace e la stabilità a livello mondiale).
Abbiamo, come Occidente, osato troppo quando la Russia era debole. Oggi non è più così e Mosca reagirà. Non bombarderà paesi e non imporrà governi. Queste sono peculiarità della “democrazia” occidentale. Semplicemente tornerà a far contare il proprio peso a livello internazionale.
Ci aspettano mesi (anni) “interessanti”. I russi sanno cosa stanno facendo. E noi?

Davide Busetto

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