Daesh & Media WarTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Daesh & Media War

Assistiamo a un profluvio di commenti su quanto accaduto a Bruxelles eppure i media occidentali, anche di fronte alla distruzione degli attentati jihadisti, preferiscono continuare a distogliere l’attenzione dalle responsabilità accusando Assad e Putin. Sembra quasi che in Occidente stiano prevalendo quelle forze che ritengono un supposto guadagno geopolitico da parte della Russia in Medio Oriente un pericolo maggiore dell’espandersi del terrorismo. E tutto questo spaventa….

Come si può accusare la Russia e Damasco di fronte all’evidenza che per oltre quattro anni migliaia di Foreign Fighters sono stati lasciati liberi di raggiungere la Siria per fomentare la guerra civile siriana contro Assad (in questo senso basta leggere cosa riportava il network americano Bloomberg) resta un mistero, eppure anche dopo le immagini terribili dell’aeroporto di Bruxelles distrutto dalle bombe jihadiste i media europei continuano a non prendere una posizione netta contro lo Stato Islamico  preferendo lanciare delle accuse generiche alla Russia di aver causato indirettamente il rafforzamento dell’Isis intervenendo in Siria. Non si comprende infatti come mai venga permesso all’Isis di continuare ad esistere e non si capisce per quale motivo la rimozione del governo di Damasco venga considerata come imprescindibile, anche più della necessità di porre fine alla minaccia del jihadismo internazionale. E il bello è che diversi opinionisti puntano effettivamente il dito verso Arabia Saudita, paesi del Golfo e Turchia, eppure nessuno si azzarda anche solo a prendere in considerazione di prendere delle decisioni per porre fine a tutto questo, come se l’alleanza con i sauditi fosse, quella sì, l’unico punto fermo. Se poi si guarda alla situazione reale non si può negare che le truppe siriane fedeli ad Assad sono quelle che combattono da cinque anni contro lo Stato Islamico. Se come dicono i media l’Isis è la minaccia principale per la pace mondiale, e gli attentati kamikaze in tutto il mondo lo confermano, allora come mai si continua questo gioco al massacro e non si realizza una alleanza che vada da Mosca fino a Damasco e Washington per porre fine allo Stato Islamico? Non sarebbe nemmeno una impresa titanica dato che l’Isis conterebbe solo su qualche decina di migliaia di miliziani e sulle roccaforti di Raqqa e Mosul e poco più, basterebbe ad esempio supportare gli eserciti siriano ed iracheno, eppure questo non accade lasciando arguire che la sicurezza dei cittadini europei e non solo viene messa in secondo piano in nome della realpolitik. La sensazione invece è che continuino a prevalere quelle forze che considerano la Russia un pericolo maggiore per l’egemonia dell’Occidente rispetto all’espandersi del terrorismo, ed è questo il reale punto che spaventa e lascia disorientati.

Tribuno del Popolo

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