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giovedì , 19 gennaio 2017
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Dal sogno di una casa popolare a un incubo

Dal sogno di una casa popolare a un incubo

Altra periferia romana, Rocca Cencia, zona est VI Municipio, e altro malessere. La settimana scorsa gli agenti della PoliziaLocale di Roma Capitale hanno eseguito il sequestro di alcuni terreni agricoli dove, a seguito della movimentazione della terra per la semina, sono emerse quantità notevoli di scarti ospedalieri, sanitari e farmaceutici, come flebo, siringhe e garze. Si tratta di un’area nella quale dovrebbe essere coltivato il grano.

Fonte: Oltremedianews

Dal sogno di una casa popolare a un incubo; confino, disagi, degrado, isolamento, rifiuti ora anche il danno ambientale.

Il comunicato dei cittadini: “Siamo i cittadini di via di Rocca Cencia, 313/315, siamo coloro che hanno atteso circa 15 anni per vedere riconosciuto il diritto ad un alloggio popolare. Proveniamo tutti da percorsi diversi, tutti in questi lunghi anni di attesa abbiamo lottato, vissuto in alloggi di fortuna, in occupazioni o pagando affitti insostenibili, aspettando il sogno di una vita, una casa.

Nel 2011 il Sindaco Alemanno acquista dal costruttore Marronaro le case che quest’ ultimo non era riuscito a vendere ai privati e le destina ad alloggi e.r.p. Noi siamo i “fortunati” assegnatari di questi alloggi, di queste case costruite oltre il confine della periferia, in un deserto di servizi, di mezzi pubblici adeguati, di segnaletiche stradali e di illuminazioni. Se venite a trovarci, vi consigliamo di arrivare quando il vento è a favore, perché se tira a Ovest, la puzza, il lezzo nauseabondo dei fumi provocati dal più importante centro di smistamento e tritovagliatura di Roma, sempre più in espansione, vi darà il benvenuto!

I centri di smistamento sono gestiti dall’ Ama e società private e alcuni terreni sono diproprietà di Cerroni. Nonostante tutto ciò, noi cittadini abbiamo accettato di buon grado di venire ad abitare qui, per avere un tetto sicuro sulle nostre teste in cui far crescere con serenità i nostri figli e in cui non dover più avere la paura di finire sotto i ponti.

Al tempo dell’ assegnazione risultò chiaro a tutti noi, nonostante alcune nostre manifeste perplessità, il messaggio del Comune: quella era l’ unica opportunità di avere una casa e che non avremmo potuto avanzare richieste diverse dalla loro proposta. Ieri l’ ultima sorpresa che ha confermato tutti i nostri dubbi. Il sequestro dei terreni ottenuto a seguito di una nostra denuncia che dimostrebbe l’ipotesi di avvelenamento dell’ aree agricole che circondano le nostre case. In questi terreni, in cui pascolano le pecore e coltivano il grano, sono stati trovati numerosi reperti ospedalieri e farmacologici. Chiediamo, dopo quest’ultima scoperta, alle Istituzioni, ai media, alla cittadinanza, di non abbandonarci… e di venire a vedere, sentire come siamo costretti a vivere perché considerati ultimi. Chiediamo inoltre che si proceda a verifiche approfondite sui terreni, sull’acqua che beviamo e sull’aria che respiriamo. Per non morire di indifferenza.”

In quelle terre si continua a coltivare e a pascolare; d’altronde è difficile non pretendere che lo si faccia a chi ha come unica eventuale fonte di reddito quella del pascolo.

Il Magistrato ha confermato il sequestro effettuato dalla polizia municipale dello SPE (servizio prevenzione emergenziale).
dei terreni circostanti le abitazioni di via rocca cencia N.313/315 e dell’intera area che circonda gli impianti ama e di tritovagliatura dei rifiuti.

Nonostante l’area sia sotto sequestro, greggi di pecore continuano a pascolare . Denunciano i cittadini. Quello sullo sfondo è l’impianto AMA.

Nicola Gesualdo

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