D'Alema: "Obama due mesi fa voleva aprire la strada all'Isis"Tribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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D’Alema: “Obama due mesi fa voleva aprire la strada all’Isis”

Un Massimo D’Alema a ruota libera alla Festa dell’Unità di Milano è intervenuto a gamba tesa contro il militarismo dell’Occidente accusando direttamente Obama di incoerenza perchè nemmeno due mesi fa voleva attaccare Assad e aprire la strada all’Isis. Una posizione davvero coraggiosa quella di D’Alema: “Non riescono a capire il filo logico della politica occidentale”. 

Massimo D’Alema è intervenuto a Milano nell’ambito della Festa dell’Unità affrontando il tema del giorno, ovvero quello dell’avvento sullo scenario internazionale dello Stato Islamico. D’Alema è un grande esperto di Medio Oriente e ha rivestito il ruolo di ministro degli Esteri  dimostrando di essere particolarmente avvezzo ad analizzare questioni geopolitiche. D’Alema sull’Isis ha dimostrato di avere le idee ben chiare e di non farsi minimamente condizionare dalle pressioni internazionali dal momento che, senza peli sulla lingua, ha accusato direttamente gli Stati Uniti e Obama di incoerenza: “Obama voleva spingere l’Europa ad attaccare militarmente Assad per aprire la via di Damasco all’Isis, e adesso bo,barda l’Isis difendendo Assad, ma questi ci prendono per matti“. Parole molto chiare quelle di D’Alema, parole che sembrava impossibile sentire all’interno del Pd che sembra stregato da Renzi e ha assunto posizioni quantomeno discutibili in politica estera, vedi l’appoggio dato da Pittella alla “rivolta” del Maijdan egemonizzata da neonaziasti. D’Alema comunque è andato anche oltre: “Se noi ci mettiamo nei panni di queste persone, io conosco quel mondo, loro ci considerano matti, non riescono a capire qual’è il filo logico della politica occidentale: totalitarismi, le guerre mondiali, gli orrori che hanno attraversato l’Europa sono stati immensi rispetto a quelli a cui oggi assistiamo. Quindi l’idea che questo modello, che è il punto d’arrivo di una lunga storia, possa essere preso e consegnato chiavi in mano, anzi imposto con la forza e che quelli lì’ saltando a piè pari tre o quattro secoli si mettano a fare elezioni e quant’altro è un’idea puerile, è una forma di colonialismo culturale che si è rivelato completamente privo di fondamento“. Insomma parole di verità pronunciate da un uomo che sembra aver ormai finito la parabola propriamente politica nello scenario italiano, parole che si spera ascolti anche Matteo Renzi, anche lui vittima del colonialismo culturale evocato da D’Alema, che oramai ispira gran parte delle politiche dell’Occidente.

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