Dalla Svezia alla Germania in aumento gli assalti ai migrantiTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Dalla Svezia alla Germania in aumento gli assalti ai migranti

Oltre cento neonazisti hanno attaccato degli immigrati a Stoccolma coperti da passamontagna. Un blitz che fa paura soprattutto se associati anche all’episodio di poco tempo fa in Germania, dove è stata lanciata una bomba a mano contro un centro di prima accoglienza per i rifugiati.

E meno male che la “civile” civiltà del Nord Europa doveva fornire un esempio di integrazione. In un senso o in un altro paesi come la Germania, e adesso purtroppo anche la Svezia, hanno guadagnato le prime pagine per notizie di intolleranza nei confronti degli immigrati, specialmente negli ultimi mesi quando la situazione dei rifugiati è esplosa in tutta la sua gravità. Preoccupa però il numero di atti intimidatori e di vere e proprie aggressioni contro immigrati, e quanto successo in Germania pochi giorni fa, quando ignoti hanno lanciato una bomba a mano contro la struttura di prima accoglienza per i rifugiati a Villingen-Schwenningen  che per pura fortuna non è esplosa facendo morti e feriti.

Feriti che invece ci sono stati in Svezia, dove a Stoccolma almeno un centinaio di neonazisti hanno aggredito alcuni immigrati e minacciato nuovi blitz contro gli stranieri, il tutto ovviamente coperti con passamontagna neri. Una notizia shock che ha fatto seguito all’omicidio dell’assistente sociale Alexandra Mezher che è stata assassinata da un giovane rifugiato somalo in centro di accoglienza per minori non accompagnati. Secondo il quotidiano svedese Aftonbladet gli incappucciati neonazisti avrebbero voluto attaccare soprattutto gli stranieri più giovani distribuendo materiale in cui lanciavano minacce.

Insomma l’atteggiamento dei media continua a fomentare in qualche modo la reazione della parte più retriva della società che finisce per scaricare sui più deboli le proprie frustrazioni. Ma il problema del ricorso alla violenza e all’intolleranza è un problema che riguarda tutti, e infatti anche quanto successo a Capodanno a Colonia e in altre città tedesche rappresenta qualcosa da cui prendere le distanze ma senza colpevolizzare gli immigrati nel loro complesso. La speranza è che le autorità, spesso solerti nel reprimere proteste contro il capitalismo o movimenti sociali, risultino essere altrettanto efficaci anche nel colpire questi atti di razzismo e violenza.

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