Dall'Iraq alla Siria, "il lupo perde il pelo, ma non il vizio"Tribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Dall’Iraq alla Siria, “il lupo perde il pelo, ma non il vizio”

Stati Uniti e armi chimiche, un legame antico e che spesso ritorna. Già ai tempi di Saddam Hussein gli Usa erano stati coinvolti negli attacchi chimici dell’Iraq contro i curdi e l’Iran di Khomeini, lo hanno dimostrato i documenti della Cia declassificati pubblicati da Foreign Policy. Con la Siria si intravede una versione dello stesso film…

Assad ha usato le armi chimiche contro il suo stesso popolo? Difficile da credere dal momento che l’esercito siriano si trovava in netto vantaggio sul campo al momento del presunto attacco chimico del 21 agosto. Gli Usa però non hanno dubbio alcuno e vogliono punire Damasco. Un film già visto qualche anno fa purtroppo, quando si affrontavano sul campo Iraq e Iran, quando Saddam Hussein era un fidato amico della Casa Bianca contro l’islamico Iran della rivoluzione di Khomeini. Anche Alberto Negri del Sole 24 Ore su Rai News 24 ha ricordato quella guerra, parlando dell’uso di armi chimiche ampiamente documentato dai cronisti e ignorato completamente da media e comunità internazionale perchè l’Iraq era alleato dell’Occidente. Ma la cosa grottesca è che gli Stati Uniti accusano Assad di aver usato il gas proprio gli stessi giorni in cui il giornale statunitense Foreign Policy ha pubblicato documenti della Cia declassificati che dimostrano che gli Usa sapevano ed  erano addirittura “coinvolti” negli attacchi chimici di Saddam. La radio internazionale iraniana Irib ha spiegato che “durante la guerra 1980 – 1988, l’esercito iracheno con l’aiuto delle immagini satellitari, le mappe e altre informazioni fornite dall’allora governo degli Stati Uniti, ha colpito le postazioni iraniane, in diverse occasioni, con bombe caricate col letale gas nervino Sarin“. Foreign Policy ha anche citato documenti e dichiarazioni di ex funzionari dell’intelligence americana e ha detto che allora gli Usa non fecero nulla  per fermare una serie di attacchi al gas nervino “molto più devastanti di qualsiasi cosa si sia visto in Siria“. Secondo il giornale, “nel 1988, durante gli ultimi giorni della guerra in Iraq con l’Iran, gli Stati Uniti hanno visto,  attraverso le immagini satellitari, che l’Iran stava per conseguire un importante vantaggio strategico, sfruttando una falla nelle difese irachene”, quindi la Cia aveva avvertito Saddam Hussein, consapevole che avrebbe attaccato con armi chimiche, compreso il sarin, un agente nervino letale.L’intelligece Usa ha fornito a quello che pochi anni dopo avrebbe trasformato nel suo nemico numero uno immagini e mappe sui movimenti di truppe iraniane e dei luoghi delle strutture logistiche iraniani e dettagli sulle difese aeree iraniane. Gli iracheni avevano già usato iprite e sarin durante 4 grandi offensive nei primi mesi del 1988 proprio facendo affidamento sulle immagini satellitari fornite dagli Usa e da altri Stati.Fu grazie a questi attacchi che alla fine Baghdad riuscì a imporsi su Teheran, esattamente come desiderava l’allora amministrazione repubblicana degli Stati Uniti di Ronald Reagan, e alla fine gli attacchi chimici vennero effettuati anche contro i villaggi curdi ed era impossibile che Reagan non sapesse. Ma Foreing Policy è anadato anche oltre citando un colonnello in pensione dell’Air Force, che era un addetto militare a Baghdad nel 1988 e aveva dipinto un quadro diverso: “Gli iracheni non ci hanno mai detto di avere intenzione di utilizzare gas nervino. Non dovevano. Lo sapevamo già“.Anche secondo i documenti della Cia recentemente declassificati gli Usa avevano prove certe degli attacchi chimici iracheni già dal 1983, quando l’Iran cominciò a denunciarli senza che il mondo occidentale provasse un minimo di repulsione come fa oggi per l’utilizzo di armi chimiche in Siria, delle quali è molto probabile si siano impossessati anche i ribelli. Allora gli americani, nonostante una ferocissima guerra in corso, dicevano che mancavano le prove del coinvolgimento dell’Iraq, prove che avrebbero poi spietatamente fabbricato  per invadere l’Iraq nel 2003. Foreign Policy  ha anche sottolineato che “in contrasto con lo straziante dibattito di oggi  sulla possibilità che gli Stati Uniti dovrebbero intervenire per fermare presunti attacchi di armi chimiche da parte del governo siriano, gli Stati Uniti tre decenni fa applicarono un calcolo freddo per il diffuso utilizzo di armi chimiche da parte di Saddam Hussein contro i suoi nemici ed il suo popolo. L’amministrazione Reagan decise che era meglio lasciare che gli attacchi continuassero se potevano cambiare le sorti della guerra. E anche se fossero stati scoperti, la Cia scommise che ci sarebbero stati l’indignazione e la condanna internazionale“. Insomma, i documenti hanno fatto emergere senza ambiguità le contiguità della Casa Bianca con la dittatura irachena, una contiguità che riguardava anche la complicità sull’uso di gas. Insomma quando si parla di armi chimiche, chi è senza peccato scagli la prima pietra…

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top