Damasco accusa la Turchia di essere un "partner diretto dei terroristi"Tribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Damasco accusa la Turchia di essere un “partner diretto dei terroristi”

Ora tutti sanno che Hayat Boumedienne, la compagna di uno dei terroristi di Parigi, è andata in Siria passando attraverso la Turchia. Non è la prima volta che i jihadisti utilizzano la Turchia come un “porto franco” per raggiungere la Siria e il ministero degli Esteri della Siria ha accusato apertamente Ankara di essere un “partner diretto dei terroristi” in Siria e nel mondo. 

Hayat Boumedienne per qualche ora è diventata uno dei personaggi più noti in Francia e nel mondo dal momento che si tratta della compagna di Amedy Coulibaly, per intenderci il jihadista che ha ucciso una poliziotta a Montrouge e ha ucciso altri innocenti al supermercato Kosher. La Boumedienne sarebbe passata dalla Turchia in Siria nonostante fosse monitorata dalle autorità di Ankara, un percorso che è stato già effettuato da centinaia di jihadisti europei che sono transitati proprio per la Turchia prima di andare a fare la Jihad in Siria. Da qui l’accusa pesante del ministero degli Esteri della Siria nei confronti della Turchia, accusata di essere un “partner diretto” dei terroristi nel versare il sangue di innocenti in Siria e in tutto il mondo“. Tutti i giornali infatti parlano del fatto che la Boumedienne sarebbe transitata per la Turchia l”8 gennaio dopo essere arrivata con un volo da Madrid il 2 gennaio a Istanbul. Queste informazioni sono state rivelate dai servizi turchi a Parigi e il quotidiano turco “Zaman” ha precisato che la donna avrebbe trascorso persino una notte in Hotel con un altro francese di origine nordafricana, Mehdi Sabry Belhoucine. Ankara però rimanda al mittente le accuse con il Primo Ministro Ahmet Davutoglu che ha sottolineato come le autorità turche non abbiano ricevuto alcuna informazione dai servizi francesi sulla donna. Non solo, Davutoglu ha anche detto come la Turchia avrebbe già rifiutato l’ingresso nel suo territorio di circa 2000 cittadini stranieri i cui nomi erano in una black list internazionale. Ma è decisamente troppo poco dal momento che sono centinaia e centinaia i jihadisti che in passato hanno utilizzato la Turchia come un approdo sicuro per sconfinare in Siria. Da mesi infatti articoli e testimonianze parlano dei terroristi dell’Isis e di altre organizzazioni sunnite contro Damasco che hanno utilizzato il territorio turco come base d’appoggio. Non solo, le autorità turche avrebbero per certi versi “lasciato fare”, e lo testimonierebbe anche l’atteggiamento tenuto a Kobane, quando per giorni i soldati turchi sono rimasti a guardare mentre i terroristi dell’Isis assediavano i peshmerga. A Damasco poi non hanno dubbi e considerano il governo Erdogan come direttamente responsabile per la destabilizzazione della situazione in Siria.

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