Damasco e il piano diplomatico che può salvare la faccia a ObamaTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Damasco e il piano diplomatico che può salvare la faccia a Obama

Ieri Obama ha aperto al piano russo sul disarmo chimico siriano ma ha chiesto verifiche e tempi stretti. Ecco che Mosca e Damasco offrono alla Casa Bianca la possibilità di evitare il conflitto e non perdere la faccia.

Photo Credit (Reuters / Mohamed Abdullah)

Ieri è stato un giorno molto importante per la Siria, John Kerry ha dichiarato che se Assad avesse consegnato le sue armi chimiche entro una settimana si sarebbe potuto evitare l’attacco e Mosca non se l’è fatto ripetere due volte chiedendo ufficialmente a Damasco di mettere tutte le armi chimiche sotto controllo della comunità internazionale. Crisi finita? Niente affatto..Kerry e l’amministrazione americana, in modo grottesco, hanno detto che stavano scherzando, che la proposta del disarmo altro non era che un’argomentazione “retorica”. Una frase allucinante quella di Kerry, che ha mostrato la volontà bellicista della Casa Bianca. Obama ha poi parlato a lungo alla Cnn: “Il piano russo per trasferire le armi chimiche siriane sotto il controllo internazionale può evitare il nostro intervento militare ma dobbiamo essere in grado di verificare, affinché non si tratti solo di un espediente di Assad per prendere tempo“. Obama ha quindi cercato almeno di raccogliere il ramoscello di ulivo sporto da Mosca, una sorta dia via d’uscita onorevole per salvare la faccia dopo che l’opinione pubblica di tutto il mondo si è schierata senza tentennamenti contro la guerra alla Siria. “E’ una strada possibile a patto che sia reale“, ha ricordato Obama, “da tempo chiediamo a Russia e Siria gesti concreti sulle armi chimiche“. Obama si è quindi preso il merito della pressione effettuata su Damasco e Mosca, e ha promesso che Kerry contatterà la Russia per verificare se questa soluzione sarà possibile. Insomma quella russa potrebbe essere una exit strategy importante anche perchè sta cominciando a emergere la verità sull’attacco chimico dopo che le voci che accusano i ribelli continuano a circolare sempre più spesso. Addirittura pazzesca poi la chiusura di Obama: “Siamo stati chiari con Assad, non deve usare armi chimiche ed è poiché lui lo ha fatto che siamo arrivati a questo punto. Massacrando la sua gente spinge elementi dell’opposizione a fare cose simili“. Le parole di Obama sono gravissime in questo caso perchè implicitamente ammettono che i ribelli possano “fare cose simili”, cosa peraltro già ampiamente comprovata e verificatasi. Insomma l’amministrazione americana continua a ignorare le voci che accusano i ribelli siriani e l’appoggio loro dato dai paesi del Golfo e dagli Stati Uniti. Inutile dire che  la proposta dell’Iran di estendere il disarmo anche ai ribelli rimarrà lettera morta. Se non altro però ora la possibilità di evitare la guerra potrebbe essere concreta. “Ci sono pochissime persone che pensano possa essere stata l’opposizione siriana a fare l’attacco“, ha concluso Obama, rendendo palese la lontananza dell’amministrazione americana dalla realtà; sembra quasi che non si accorgano che in tutto il mondo l’opinione pubblica sta reagendo pregando e invocando la pace. In realtà, soprattutto alla luce delle ultime notizie confermate anche dai prigionieri Quirico e Piccinin, coloro che credono siano stati i ribelli sono sempre di più, ed è anche per questo che Obama potrebbe accettare la proposta russa, e salvare la faccia. 

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