Decadenza Berlusconi. "Sì" al voto palese, ennesimo schiaffo al CavaliereTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Decadenza Berlusconi. “Sì” al voto palese, ennesimo schiaffo al Cavaliere

Decadenza Berlusconi. “Sì” al voto palese, ennesimo schiaffo al Cavaliere

La giunta per il regolamento del Senato ha detto “sì” al voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal Parlamento. Su tutte le furie il Pdl, con il berlusconismo che si avvia, finalmente, al crepuscolo.

La giunta per il regolamento del Senato ha finalmente votato “sì” al voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare. Ovviamente il Cavaliere ha reagito in modo isterico, rendendosi conto finalmente che forse il suo oscuro ventennio sta finalmente arrivando al crepuscolo. Chiaramente il Pdl ha nuovamente minacciato la crisi di governo, l’ennesimo ricatto di un partito allo sbando, vittima del suo stesso estremismo e delle sue stesse bugie. Fino a ieri sul voto palese c’era un sostanziale pareggio, con Sel, Pd e Movimento Cinque Stelle tutti alleati nel votare sì, e Pdl, Lega Nord, Gal e Autonomie-Psi per il “no”. Pietro Grasso però, come da prassi, non si è espresso in quanto presidente del Senato, e quindi il peso di fare da ago della bilancia è caduto sulla Lanzillotta (Scelta Civica). Per capire gli umori degli scherani del Cavaliere basta sentire le parole rabbiose della Bernini del Pdl: “la giunta ha partorito un mostro costituzionale contro Berlusconi. E’ stato modificato il regolamento del Senato, è intollerabile, di una gravità inaudita. È impensabile che diamo i nostri voti per sostenere il governo di cui fa parte un partito, il Pd, che vuole decapitare il nostro leader Berlusconi“. Ancora un rovesciamento, la gravità inaudita per loro non sono che un uomo che ha rappresentato le istituzioni abbia commesso reati, bensì  che si sia “modificato il regolamento del Senato“. Peraltro non c’è proprio nulla di male nel voto palese dal momento che il Senato applicherà per la prima volta la legge Severino, e quindi non esistono precedenti invocabili in modo univoco. E poi per quale motivo Berlusconi non vuole il voto palese? Evidentemente sperava che con il voto nascosto qualcosa accadesse sotto il tavolo. Inoltre non esiste nel regolamento del Senato alcuna norma esplicita che indichi la modalità di votazione utilizzabile nei casi analoghi ma non identici. Il regolamento inoltre precisa che il voto per la decadenza non è un voto sulla persona e quindi si applica il voto palese, con buonapace di falchi e falconi del Pdl. Chiaro invece Giuseppe Civati deputato e candidato alla guida del Pd, che ha detto la sua ai microfoni di Omnibus su La 7 : A differenza del mio partito non vedo così fuori dal mondo il voto segreto. Questa è un’altra cosa che mi differenzia dal mio gruppo dirigente“.  Insomma aldilà dei tecnicismi, di voti palesi o voti anonimi, è vergognoso l’ennesimo giochetto tentato dal Pdl, ovvero incentrare la discussione su argomenti tecnici lasciando che i reati imputati al Cavaliere finiscano sullo sfondo. L’ennesimo tentativo becero di sfuggire dalle proprie responsabilità, un tentativo che purtroppo, avendo ancora il centrodestra in pugno media e giornali, potrebbe anche andare in porto.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/spiritolibero85/2612967827/”>Alessio85</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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