Decadenza di Berlusconi. Le opinioni dal mondoTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Decadenza di Berlusconi. Le opinioni dal mondo

La spinosa e oltremodo delicata questione della permanenza di Berlusconi in Senato è certamente il fulcro giornalistico e politico di questi giorni, ma anche all’estero, forse incuriositi dalle reazioni dell’istrionico e imprevedibile Cavaliere, si mantengono informati sulla vicenda. Cosa ne pensa l’Europa della posizione di Berlusconi e della possibile caduta del governo a seguito della sua decadenza? Ecco cosa scrivono i principali giornali esteri.

Fonte: Oltremedianews

Cominciamo dall’autorevole quotidiano tedesco Spiegel, che apre l’articolo sulla decadenza di Berlusconi dicendo “l’ex primo ministro dovrebbe perdere il suo seggio (n.d.r. in Senato) poiché condannato per frode fiscale. La legge dice questo, ma sembra essere irrilevante”. E poco più avanti: “Incredibile Berlusconi: i suoi avvocati si sono persino rivolti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Questa tattica ha comportato grande diffidenza da parte della magistratura italiana. I seguaci di Berlusconi interpretano il procedimento della sentenza come un sabotaggio da parte di una magistratura di sinistra”. Secondo lo Spiegel la verità sarebbe questa: “Berlusconi e il suo partito vogliono evitare a tutti i costi che il Cavaliere esca dal Parlamento e non risparmiano nemmeno le minacce all’esecutivo: se Berlusconi perde il suo mandato il governo cade”. Ma la sentenza più acerba e cruda dell’autorevole giornale teutonico è rivolta all’effettività delloStato di diritto in Italia. “Lo scorso primo agosto il Presidente della Corte di Cassazione italiana affermava che la legge è uguale per tutti. Quanto successo in Italia da quel momento dimostra che ciò è vero solo in parte”. Il Die Welt invece, altro colosso della stampa germanica, introduce la questione con l’eloquente titolo “Il perverso modello di lotta di Berlusconi”. Nell’intervista fatta dal quotidiano a Felice Casson del Pd, il giornalista chiede al Senatore come mai Berlusconi, ormai 76enne e con così tanti scandali sulle spalle non voglia proprio lasciare il mondo della politica e soprattutto come sia possibile che i giovani del Pdl continuino a riporre in lui la loro fiducia.  Dopo una risposta in classico stile Pd, poco decisa e abbastanza fluttuante, il Die Welt conclude l’intervista con le granitiche parole “è difficile comprendere, anche fuori dall’Italia”. Al lettore le considerazioni del caso.Ma qualcuno potrebbe pensare che in fin dei conti i tedeschi siano sempre lieti di punzecchiarci, forse perché esacerbati dal ricordo della semifinale dei mondiali persa ai supplementari nel 2006. Vediamo dunque cosa scrivono i cugini spagnoli, che ci hanno battuto in finale agli europei e che dunque, almeno calcisticamente, potrebbero non nutrire queste presunte avversità nei nostri confronti.

Il celeberrimo El Pais dà l’incipit all’articolo sulla decadenza del Cav scrivendo “L’Italia continua con Berlusconi attaccato al collo, il magnate che ha presieduto per tre volte il Consiglio dei ministri e che ha monopolizzato la scena politica negli ultimi 19 anni”. Al di là del fatto che gli incarichi ottenuti non sono stati tre bensì quattro, il ritratto lascia poco spazio ad interpretazioni apologetiche. Più avanti si legge: “Berlusconi vuole evitare una fine tanto probabile quanto disonorevole come accaduto a Bettino Craxi. Soprattutto perché la sua espulsione dal Senato lo lascerebbe nudo davanti alla giustizia”. Anche El Pais, come già lo Spiegel, pone l’accento anche sui continui ricatti mossi da Berlusconi al Governo Letta “costretto – si legge nell’articolo – ad adottare misure come l’abolizione della tassa sulla prima casa per garantire la propria sopravvivenza”. Solo critiche al Cavaliere? No, la fine dell’articolo riserva un memento anche per il Pd, incapace per oltre 20 anni di sconfiggere il leader del centrodestra per vie politiche.

Troppo severi anche gli Spagnoli? Vediamo cosa dice la stampa anglofona per voce della BBC e del New York Times. L’autorevole media inglese apre con un occhiello secco e deciso: “Se perde, una possibile rivolta dei membri del Pdl potrebbe portare la fragile coalizione di governo al collasso”. Dopo un breve resoconto della vicenda giudiziaria, anche la BBC riporta le lamentele del “76enne plurimilionario” che rivendica di “essere stato ingiustamente accusato e di essere piuttosto vittima di una sentenza emessa da una magistratura politicizzata sulla base di una legge (n.d.r. la legge Severino del 2012) che non sarebbe nemmeno conforme al testo costituzionale”. Sempre nella stessa pagina è degna di nota l’analisi politica di Alan Johnston, corrispondente della BBC a Roma. L’inviato crede che il Pdl stia combattendo per evitare la fuoriuscita di Berlusconi dal Parlamento, cosa che lo rilegherebbe ad una posizione secondaria nell’agone politico italiano. Superare le leggi per non perdere potere: la stessa considerazione dello Spiegel. Il New York Times invece, altro colosso della stampa mondiale, apre con un esaustivo resoconto della vicenda politica dell’Italia mettendo in relazione le mosse di Berlusconi e la tenuta socio-finanziaria del Paese. Secondo il Ny Times la domanda più ricorrente in Italia sarebbe “Cosa farà Berlusconi?” e la risposta è sempre la stessa: se dovesse decadere dal suo status farebbe di certo cadere il governo Letta, gettando l’Italia in una spirale critica di difficile uscita. Tuttavia è la gnomica chiusura del quotidiano a lasciare di stucco il lettore: “(Berlusconi) è una nave da guerra, non mollerà mai, anche quando tutti diranno “bene, ce l’abbiamo in pugno”. Ma non mollerà mai”.

Non male per una tradizione che fa dell’understatement la sua principale politica di comunicazione.

Chiudiamo questa rassegna stampa tematica con le parole dei vicini francesi, che contro di noi hanno perso i mondiali ma vinto gli europei e dunque non dovrebbero nutrire, almeno in teoria, troppo rancore calcistico nei nostri confronti.

A giudicare dall’articolo di Le Figaro il fair-play calcistico sembra sopravvivere anche sulla carta stampata. Il giornale riporta infatti un asciutto e schematico resoconto della vicenda accompagnato dalle consuete dichiarazioni di innocenza di Berlusconi e dal temporeggiamento del Pd. Decisamente diverse sono invece le considerazioni di Le Monde, che intitola l’articolo sulla decadenza dell’ex Premier all’insegna di una analogia particolarmente amara: “La Costa Concordia e Berlusconi: due sfide per l’Italia”. Purtroppo l’articolo integrale è a pagamento e dunque, così come successo a noi mentre cercavamo la notizia, lasciamo il lettore con una serie di immagini a tema. Cosa significa il paragone di Le Monde? Che Berlusconi e la Concordia sono due relitti arenati da rimuovere? Che Berlusconi sta a Schettino come l’Italia alla nave da crociera? Che i turisti accorreranno ad Arcore per fotografare il Caimano incagliato dalla magistratura? Chissà. Certamente mala tempora currunt sed peiora parantur.

Fabrizio Leone
   (Traduzioni dal tedesco, dal francese e dallo spagnolo a cura di Google. Le traduzioni dall’inglese sono a cura dell’autore)

Fonti:

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top