Decolla a Bologna l'economia del "mutuo soccorso"Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Decolla a Bologna l’economia del “mutuo soccorso”

L’Economia del mutuo soccorso a Bologna è già una realtà. Una bella storia di solidarietà e aiuto reciproco che ci mostra come, di fronte alla crisi economica devastante, si debbano cercare risposte alternative dal basso.

Più solidarietà per combattere la crisi economica, è questa la ricetta che è stata scelta da Federico Bastiani a Bologna, in via Fandazza, dove ha realizzato un vero e proprio esperimento di economia del mutuo soccorso, interamente gestita dal popolo e per il popolo. Tutto nacque dall’idea di creare una sorta di comunità familiare locale vera, un luogo dove conoscersi e aiutarsi gli uni con gli altri, una sorta di scommessa dal momento che nel mondo atomizzato e individualista di oggi il suo progetto avrebbe potuto anche fallire miseramente. Così però non è andata e i bolognesi hanno risposto in massa, mostrando di condividere l’idea che il futuro per il Paese debba essere appunto quello della solidarietà e della creazione di comunità locali. La comunità messa su in via Fondazza funziona, mette i cittadini in condizione di aiutarsi reciprocamente, avendone peraltro un vantaggio sociale ed economico. In molti già parlano della “social street”, al punto che sembrano essersi accorti dell’esperimento anche sociologi, giornalisti e persino le agenzie immobiliari. Un modello, quello di Bastiani, che potrebbe tranquillamente essere esportato nel resto dello Stivale come risposta alla recessione e alla crisi economica. Come se non bastasse la situazione economica del Paese e dell’Europa sembra essere ben lungi da un cambiamento di tendenza, di conseguenza occorre trovare nuove vie di sviluppo alternative, e quella della “pop” economy (inteso come popolare) sembra essere una delle suggestioni più innovative. Insomma una economia del “mutuo soccorso” per opporsi all’individualismo sfrenato che invece ci viene imposto dal mainstream. Laddove i legami sociali si sono più allentati, risulta infatti assai facile imporre soluzioni dall’alto, che ovviamente però non convengono assolutamente a chi in quei luoghi vive e lavora. L’esperimento di via Fondazza a Bologna merita dunque di essere studiato e approfondito, e perchè no, di venire replicato anche in altri quartieri e città, mostrando anche dal basso ci si può organizzare parallelamente e non sempre subire le decisioni che vengono imposte da poteri sempre più lontani e incontrollabili. Del resto anche all’estero, vedi la comunità comunista in Spagna di Marinaleda (leggi qui approfondimento), esistono spunti, storie e suggestioni dalle quali prendere spunto per costruire un futuro e un presente differenti.

 

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top