Decolla l'alleanza strategica tra Mosca e TeheranTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Decolla l’alleanza strategica tra Mosca e Teheran

Qualche giorno fa diversi aerei da guerra russi sono partiti da una base iraniana per colpire obiettivi dell’Isis in Siria. Una novità significativa che oltre a sparigliare le carte nella situazione siriana si preannuncia come una alleanza strategica che potrebbe molto presto influenzare i destini del Medio Oriente e spegnere i focolai di guerra che divampano ormai da anni.

Una cosa è certa, la notizia che alcuni aerei da guerra russi sono partiti da una base aerea iraniana locata nella provincia occidentale di Hamedan, a pochi chilometri dall’Iraq, non passerà senza conseguenze. Innanzitutto la notizia ha scatenato il nervosismo della Nato e degli Stati Uniti, evidentemente sorpresi e preoccupati da questo avvicinamento Teheran-Mosca che invece a noi sorprende molto poco dato che seguiamo da tempo le vicende mediorientali e non è certo una novità che gli interessi russi e iraniani in Medio Oriente collimino in questa fase storica.

Del resto questa scelta di Teheran di avvicinarsi a Mosca, ricordiamo che è la prima volta dalla rivoluzione di Khomeini che un esercito straniero opera in territorio iraniano, è stata per certi versi quasi una scelta obbligata dal momento che gli Stati Uniti hanno deciso di schierarsi con Arabia Saudita e Qatar nel tentativo di distruggere la Siria e il governo di Assad. Con lo Stato Islamico che ha misteriosamente occupato Mosul e altre zone dell’Iraq, l ‘Iran ha dovuto per forza di cose interessarsi a quanto accadeva in Medio Oriente ed è chiaro che le manovre americane siano state accuratamente studiate per rafforzare l’asse sunnita e indebolire gli sciiti. Per molti analisti infatti la Siria era una tappa per il vero grande nemico di Usa, Nato e Israele, ovvero la Repubblica Islamica dell’Iran. A Teheran lo hanno capito, così come a Mosca hanno compreso che l’obiettivo finale della politica estera americana è proprio la distruzione della Russia come grande potenza. Gli interessi di Mosca e Teheran sono dunque logicamente convergenti, e il fatto che la rivolta siriana sia sostanzialmente fallita dal momento che Assad è ancora ben saldo al potere a Damasco e si accinge a liberare Aleppo ha sostanzialmente rovinato i piani americani almeno in parte.

La sensazione è che nei prossimi anni il grande nemico dell’Occidente diventerà l’Iran, e la creazione di una alleanza strategica persiano-russa potrebbe davvero sparigliare le carte visto e considerato che Mosca ha recentemente riannodato i legami con la Turchia di Erdogan, in rotta di collisione con l’orbita Nato dopo il tentato golpe con le ombre americane. In ogni caso è una alleanza quasi scontata e preparata da tempo, una alleanza che già funziona sul campo in Siria dove i militari russi combattono fianco a fianco anche con alcune truppe speciali iraniane e con Hezbollah, peraltro con lusinghieri risultati sul campo.

Tribuno del Popolo

 

 

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