Def e Imu: l’austerity traballaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Def e Imu: l’austerity traballa

Il Senato dà il via libera al Documento di economia e finanza, approvato con 209 sì, 58 contrari e 19 astenuti; emendamento Imu  all’ordine del giorno. Saccomanni :”Def importante per UE”.

Fonte: Oltremedianews

A maggioranza assoluta il Senato approva il Documento di Economia e Finanze (Def), un documento che contiene i programmi e le linee guida del governo; il documento è stato presentato da Luigi Zanda (Pd), Renato Schifani (Pdl),Gianluca Susta (Scelta civica), Mario Ferrara (Gal), astenuta la Lega. Questa risoluzione impegna il governo ad intervenire sulle questioni prioritarie nel paese, dal lavoro ai consumi al debito, riconsiderando il quadro di finanza pubblica del biennio 2013-14. Tutto nel rispetto degli impegni europei, patti di stabilità e patto nazionale di riforma. Due piccole modifiche del testo originale: sono stati eliminati i riferimenti ai nomi di Berlusconi e Monti per evitare imbarazzi fra le larghe intese, e ritirato l’emendamento di Olivero (SC)  che parlava di “prosecuzione” della politica di austerità, creando un sottinteso legame fra Monti e suddette politiche.

Un’austerità non da abbandonare forse, ma sicuramente da ridimensionare, come si evince dalle premesse: “la prosecuzione di una politica di bilancio basata esclusivamente sull’austerità non sarebbe in grado di assicurare la crescita e aggraverebbe l’attuale recessione: ad essa va immediatamente associata una politica volta a creare occupazione”; inoltre in merito a spesa pubblica e cuneo fiscale, prosegue il testo:”mentre deve proseguire la politica di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica, i margini di flessibilità finanziaria che si renderanno disponibili con la chiusura della ‘procedura di disavanzo eccessivo’ dovranno essere utilizzati per accrescere gli investimenti produttivi e per attenuare il carico fiscale che attualmente grava sul lavoro, sulle famiglie e sulle imprese”. Non vengono accolte le proposte di Sel e M5S, mentre l’emendamento di Calderoli (Lega Nord) è posto in primo piano all’ordine del giorno: sospensione della rata di giugno dell’Imu e restituzione della stessa somma versata nel 2012, chiedendo anche il rimborso per i Comuni del mancato versamento dell’Imu 2013.

Ma è veramente un emendamento così urgente e necessario, soprattutto tenendo conto dei costi da fronteggiare per applicarlo?

Non è di questa opinione Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che in questo frangente si affianca alla Cisl di Bonanni, nel sostenere:”La priorità in questo momento e’ il lavoro e ritrovare la crescita”.Squinzi propone una diminuzione del 9% della tassazione del lavoro, tramite l’eliminazione del costo del lavoro dal calcolo degli imponibili Irap. Forse il governo ascolterà queste voci, forse continuerà per la propria strada puntando sull’Imu per ridurre la pressione fiscale; il Def ancora necessita dell’approvazione della Camera e delle possibile modifiche, per cui il mondo del lavoro, sindacati e Confindustria possono ancora sperare. Il ministro dell’economia Saccomanni sottolinea l’importanza di questo documento per quanto riguarda gli impegni comunitari (il ministro sarà lunedì e martedì a Bruxelles all’Ecofin) e rassicura sulla flessibilità della manovra, che sarà aggiornata nel corso dei mesi grazie ai tassi d’interesse per venire incontro alla congiuntura negativa del mercato.

Alessandro Pratesi

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