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venerdì , 20 ottobre 2017
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Del Ruanda e altri genocidi

Hanno vent’anni i ragazzi nati dagli stupri subiti dalle donne ruandesi nel corso del genocidio del Ruanda del 1994. Genocidio che la comunità internazionale commemora in questi giorni con i sensi di colpa che la contraddistinguono.  

Fonte: Oltremedianews

Sono passati vent’anni da quel 6 aprile in cui l’abbattimento dell’aereo presidenziale del Ruanda scatenò uno dei più terribili genocidi della storia. Il mondo rimase a guardare, anzi fece di peggio. Le radici di tale catastrofe, infatti, le troviamo neldominio coloniale, quando il Belgio divise la popolazione in diverse etnie per poterla governare meglio. Tale divisione e la conseguente assegnazione del potere provocarono la guerra fratricida.

È una storia già sentita poiché la stessa che ha causato una guerra civile di 15 anni in Libano causando più di 150 mila morti di cui circa 3 mila nel massacro di Sabra e Shatila. Nel paese dei cedri ancora non c’è un equilibrio e le tensioni emergono ad ogni piccola occasione. La situazione è diventata pericolosa in particolare dopo lo scoppio della guerra in Siria. Hezbollah lotta accanto all’esercito di Assad mentre altri gruppi libanesi sostengono l’Esercito siriano libero e le altre forze anti governative.

Allora come adesso le responsabilità della comunità internazionale sono enormi. L’ultimo è, appunto, il caso della Siria, dove la paura di spezzare fragili equilibri geo-politici, impedisce una vera presa di posizione. La guerra civile va avanti da 3 anni con più di 200 mila morti e oltre 9 milioni di profughi. Il leitmotiv di questa condotta sembra essere l’immobilità causata da interessi più forti che vengono prima delle vite umane. Certo che poi, una volta che i massacri sono stati fatti, il senso di colpa conduce al tentativo di riparare la situazione alla bell’e meglio.

Dunque responsabilità e sensi di colpa contraddistinguono gli interventi dei paesi occidentali. Non è un caso la mancata partecipazione della Francia alle commemorazioni per i 20 anni del genocidio. Il presidente Kagame ha accusato belgi e francesi di aver avuto un ruolo diretto nella faccenda. Il ruolo dei francesi viene messo in discussione non soltanto durante il genocidio ma anche dopo, poiché vengono accusati di aver dato asilo a molti presunti carnefici. Quelle persone dovrebbero essere giudicate, così come chi le ha protette. Lo stesso discorso vale per ogni guerra, per ogni vittima.

 Elda Goci

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